Milan, testa altrove e gol subiti. I rossoneri pagano troppo. Il punto. Negli ultimi turni il Milan ha evidenziato una fragilità inusuale, soprattutto quando affronta squadre considerate “più piccole”. Le statistiche parlano chiaro: due gol subiti contro la Cremonese, due contro il Pisa e due contro il Parma. Questo schema ripetuto non può essere solo coincidenza. Quello che colpisce è che, mentre contro le cosiddette big la squadra si mostra più concreta, nelle sfide sulla carta agevoli emerge una “porta aperta”, un abbassamento della soglia di attenzione. Il tecnico ha ammesso che quando serve “fare battaglia” per quindici minuti, la squadra spesso non è pronta.
Il tema non è soltanto tattico, ma mentale. Contro una grande è più semplice mantenere concentrazione alta; contro un avversario meno atteso serve determinazione e metodo, qualità che in queste partite sono mancati. Dentro ci stanno stanchezza, distrazione e forse troppa presunzione. Il Milan deve ritornare ad avere rispetto per ogni avversario e rigore nella preparazione. Il rischio, altrimenti, è che questa vulnerabilità diventi un’abitudine, impedendo il salto di qualità che serve per vincere.
In definitiva, se vuole davvero competere fino in fondo, la squadra deve tornare esempio di costanza non solo nei grandi match ma soprattutto nelle partite “normali”. Perché sono proprio quelle che costruiscono credibilità. Milan, testa altrove e gol subiti. I rossoneri pagano troppo. Il punto.
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