Tante accuse al banco da tifosi, informatori e opinionisti. Dove sta il vero e il concreto su questo Milan?
È ormai passato un po’ di tempo dall’ultimo pareggio del Milan in casa del Parma. Il 2-2 del Tardini ha messo in evidenza come i rossoneri, pur essendo una squadra di grande qualità, non siano forse ancora pronti a compiere il passo decisivo verso lo scudetto. Lo stesso Massimiliano Allegri, nelle sue conferenze stampa, sembra spesso voler evitare quella parola che inizia con la “S”, preferendo parlare di crescita, equilibrio e continuità. Un atteggiamento prudente, che però finisce per alimentare discussioni e interpretazioni su quanto davvero creda nei suoi mezzi questa squadra, se effettivamente ne ha.
Milan sotto accusa? Allegri non è Conte e va bene così
Dopo ogni pareggio o passo falso, infatti, tra tifosi, giornalisti e opinionisti si diffonde una vera e propria caccia al colpevole. C’è chi punta il dito contro i singoli, chi accusa l’allenatore di scelte discutibili e chi lamenta una presunta mancanza di carattere. Ma nel momento in cui parliamo di una squadra terza in classifica, a soli due punti dal vertice occupato da Inter e Roma, viene spontaneo chiedersi se abbia davvero senso cercare colpe. Forse, più che di errori, bisognerebbe parlare di percorso, di costruzione e di una crescita che, inevitabilmente, passa anche attraverso serate complicate come quella del Tardini. Ecco, crescita, parola da non dimenticare se si parla di una squadra che ha da poco toccato il fondo. Soprattutto, Allegri non è Conte e il Milan non è il Napoli. In questo Milan manca un McTominay o un Lukaku, giocatori che Conte aveva chiesto espressamente e gli sono stati dati.
È vero che alcuni giocatori, come Fofana o Estupiñán, non hanno reso quanto ci si aspetta da chi indossa la maglia del Milan. Tuttavia, concentrarsi solo sulle individualità rischia di oscurare il quadro generale: quello di una squadra che, dopo una stagione disastrosa, ha ritrovato compattezza, gioco e fiducia. Allegri ha saputo ridare identità a un gruppo (a cui manca qualcosa è vero) in cerca di riscatto, e forse proprio questo disturba chi preferisce l’opinionismo facile alla pazienza dell’analisi. Il Milan non è ancora perfetto e non deve essere figlio della fretta. Ora serve avere pazienza, la stessa avuta (forse inspiegabilmente) in situazioni molto più disastrose. Tutto questo specie se in panchina c’è un esperto del ruolo, specie se in campo la qualità c’è.
Milan sotto accusa? Il vero o il no sense dietro le accuse ai rossoneri
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