Milan, Marotta stronca l’Italia degli stadi: “Rifatti solo 3 in 15 anni”. Giuseppe Marotta lancia un allarme forte sulla crisi infrastrutturale del calcio italiano. Secondo l’amministratore delegato, l’Italia è indietro anni luce rispetto al resto d’Europa: «Negli ultimi 15 anni», ha dichiarato, «in molti Paesi sono sorti nuovi stadi, mentre noi abbiamo ristrutturato o costruito appena tre strutture».
Per Marotta, il nodo non è solo economico ma culturale e burocratico. La lentezza degli iter approvativi, gli ostacoli normativi e la mancanza di investitori privati strutturati frenano lo sviluppo. In un’epoca in cui gli asset ricavi da stadio possono spingere un club verso l’autosufficienza, l’Italia sta perdendo una grande occasione.
La situazione pesa anche sul futuro di San Siro, che resta un simbolo storico ma una struttura datata. Marotta non esclude che Milan e Inter debbano guardarsi attorno se non arrivano soluzioni concrete: un nuovo impianto moderno, finanziato con capitale privato, potrebbe essere l’unica strada per competere davvero ad alto livello.
Non si tratta più soltanto di un tema estetico, ma di competitività globale. Mentre in Europa si investe su strutture all’avanguardia, in Italia le società calcistiche rischiano di restare penalizzate nei ricavi matchday e nella valorizzazione degli asset immobiliari. Marotta invoca un cambio di paradigma: meno parole, più fatti. E se l’Italia vuole restare protagonista nel calcio moderno, il tempo per innovare è adesso. Milan, Marotta stronca l’Italia degli stadi: “Rifatti solo 3 in 15 anni”.
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