Il Milan ha vinto il derby non per caso: Massimiliano Allegri ha lasciato un’impronta, si spera indelebile dicono i tifosi
Massimiliano Allegri ha dato una chiara impronta a questo nuovo Milan, imponendosi gradualmente dopo un avvio comprensibilmente titubante. L’ex tecnico della Juventus resta una figura polarizzante: c’è chi lo ama e chi lo detesta, perché il suo calcio raramente punta allo spettacolo, ma al risultato. Proprio il cinismo è stato il marchio distintivo dell’ultimo derby di Milano, portato a casa dai rossoneri con lucidità. I tre punti raccontano di una squadra precisa, attenta, capace di valorizzare ogni dettaglio. Numeri alla mano, il Milan ha giocato solo 539 palloni contro gli 838 dell’Inter, quasi 300 in meno, ma con una qualità complessiva superiore.
Milan ora sei semplice: l’attacco ha toccato solo 77 palloni, ma questo ad Allegri basta e avanza
Interessante anche il dato dei palloni giocati dalle difese: 263 a 263, segno di una retroguardia rossonera solida e perfettamente coordinata coi reparti. A sorprendere è invece la differenza in attacco: 263 i palloni giocati dall’Inter contro appena 77 del Milan. Un dato che testimonia quanto Allegri abbia saputo orientare la partita verso il suo piano tattico, fatto di ripartenze chirurgiche e compattezza assoluta. L’occasione sfruttata da Christian Pulisic in contropiede ne è la perfetta sintesi. Questo Milan, oggi più che mai, ha l’impronta del suo allenatore.
Milan ora sei semplice: Allegri ha capito come far giocare i rossoneri
LEGGI ANCHE: Milano è rossonera: Massimiliano Allegri il comandante di cui il Milan aveva bisogno

