Il Diavolo puó sorridere guardando al vivaio, soprattutto in porta, dato che potrebbe esserci un talento destinato a far parlare di sé, Alessandro Longoni, classe 2007, protagonista assoluto della finale del Mondiale U17 contro il Brasile, in cui ha parato due rigori mostrando una personalità fuori dal comune. Un exploit che non è passato inosservato, tanto che in molti hanno già iniziato a chiamarlo il piccolo Maignan. Longoni, cresciuto passo dopo passo nel vivaio milanista, si è distinto negli anni per reattività, coraggio e capacità di leggere i momenti della partita. Qualità che ricordano da vicino proprio quelle di Mike Maignan, dal quale Longoni trae ispirazione ogni giorno.

Il giovane portiere, infatti, osserva attentamente il francese durante gli allenamenti e ne studia postura, preparazione e tecniche sui rigori. Il risultato si è visto sul palcoscenico mondiale. Il suo percorso di crescita è stato lineare ma costante, dalle giovanili fino al Milan Futuro, dove Massimo Oddo gli sta permettendo di accumulare minuti, errori e maturità. Ed è proprio questo mix che ha reso Longoni uno dei gioielli più luminosi del vivaio rossonero. Per il Milan, che negli ultimi anni ha lanciato diversi giovani tra Primavera e prima squadra, Longoni rappresenta un investimento sul lungo periodo. Non c’è fretta, ma un dato è chiaro, i rossoneri hanno tra le mani un portiere moderno, tecnico e mentalmente pronto, capace di decidere le partite proprio come fa il suo maestro Maignan. La storia è ancora tutta da scrivere, ma a Milanello ne sono certi, il futuro tra i pali potrebbe essere già in casa.

