Alla vigilia della sfida contro l’Atalanta, Massimiliano Allegri è intervenuto in conferenza stampa da Milanello per presentare una gara fondamentale nella corsa Champions del Milan. Il tecnico rossonero ha parlato del momento della squadra, del rapporto con i tifosi, della contestazione verso la società e anche del proprio futuro.
Sul supporto dei tifosi
“Fino a ora c’è solo da ringraziarli: dal 17 agosto ci sono stati vicini e lo stadio è sempre stato pieno. Abbiamo sempre sentito il loro supporto e lo faranno anche domani sera in un momento decisivo della stagione. Abbiamo una partita complicata: abbiamo fatto una buona settimana di lavoro e domani affronteremo l’Atalanta cercando di tornare alla vittoria che manca da un po’ di tempo in casa”.
Sulla sconfitta contro il Sassuolo
“Non è che in due giorni migliori la condizione atletica: in questo momento qui è l’aspetto mentale che conta. Non bisogna perdere voglia, convinzione e soprattutto entusiasmo. Ci vuole coraggio domani, come a Genova e come col Cagliari senza spendere energie in altre cose ma soprattutto mettendo l’attenzione nella partita di domani sera. Anche l’Atalanta ha l’obiettivo di mantenere il settimo posto. Bisognerà essere molto bravi. Domenica scorsa è stata una partita molto strana: dovevamo evitare di prendere il gol a inizio secondo tempo e lo abbiamo preso in modo troppo facile”.
Sull’aspetto mentale
“In questi momenti invece di parlare e dire, c’è solamente da fare. Abbiamo fatto buoni giorni di allenamento. Non è che l’Atalanta è scarica, è un’ottima squadra: dobbiamo fare una prestazione ottima per portare a casa il risultato”.
“Non sono preoccupato”
“Non sono preoccupato: bisogna vedere le cose in maniera positiva. Normale che quando vieni da una sconfitta come quella di Sassuolo, vedi le cose in maniera più negativa di quello che sono. Abbiamo il destino nelle nostre mani: il calcio è bello perché in 90 minuti può e deve cambiare tutto. Detto ciò, domani comunque vada, non saremo né in Champions, né fuori dalla Champions matematicamente”.
Sulle difficoltà offensive
“Quello che è stato fatto in questi 10 mesi non possiamo cambiarlo. Domani inizia un mini-campionato di tre partite, va vista in questo modo: abbiamo 3 punti di vantaggio. Se facciamo i risultati, andremo in Champions: sennò non ci siamo meritati di andare in Champions. Domattina valuterò la formazione ma in questo momento ho bisogno di tutti, a parte Modric e Tomori tutti sono a disposizione”.
Sulla formazione
“Oggi c’è l’ultimo allenamento e domani la rifinitura sui calci piazzati: domani deciderò. Le partite sono lunghe e l’ultima mezz’ora i cambi decidono la partita. Indipendentemente tutti dovranno essere dentro la partita: siamo in un momento decisivo e importante”.
Sul clima attorno al Milan
“Dentro Milanello abbiamo lavorato bene come in tutto l’anno. Poi c’è un momento in cui le cose vanno meglio o peggio: nel girone di ritorno sono mancati i risultati, sta a noi invertire la tendenza. Possiamo farlo solo noi”.
Su Gimenez e il possibile tridente
“Se ci sarà Gimenez, ce ne sarà uno o due che gli gireranno intorno. Bisognerebbe entrare nella testa di ognuno. Abbiamo la grossa responsabilità di portare il Milan in Champions: dobbiamo fare tutto il possibile perché succeda. Il gruppo che è partito a luglio sicuramente farà parte della prossima annata: tutti dobbiamo avere voglia e convinzione e responsabilità che arrivi questo risultato. Tridente? Vediamo”.
“Domani è decisiva”
“Domani è decisiva perché siamo alla fine e ne mancano tre. L’ho detto prima: spendere energie, in questo momento, per trovare spiegazioni non ha senso. Le valutazioni vanno fatte tra 15 giorni: tutte le energie vanno concentrate sulla partita di domani. Poi domani vedremo la classifica com’è e poi dovremo andare a Genoa a giocare una partita difficile e incasinata”.
Su Modric
“Modric anche se viene a Milanello a lavorare, è quasi impossibile che sarà in campo l’ultima giornata”.
Sulla contestazione e sulla petizione contro Furlani
“A livello dirigenziale e con la società, al di là dei confronti dove ognuno dice giustamente la sua e non tutti possiamo essere d’accordo, tutti abbiamo l’obiettivo di arrivare in Champions. Domani abbiamo bisogno dei tifosi, perchè domani tutti insieme dobbiamo cercare di raggiungere questo obiettivo che è difficile da raggiungere come avevo detto in tempi non sospetti. Ci siamo e bisogna concentrare tutte le energie su domani”.
Sulla società e la mentalità vincente
“Non sono mai stato da solo. Quando abbiamo fatto incontri e riunioni c’è sempre stato un confronto: abbiamo cercato di far sì che la squadra potesse ottenere dei risultati e che potesse essere sostenibile. Sono stati cambiati tanti giocatori, non era semplice: anche calciatori che hanno fatto un po’ meno arrivano da campionati stranieri. Credo sia stata creata una buona base. Importante è che il Milan possa giocare in Champions il prossimo anno”.
“Tutti devono lavorare per il Milan”
“Quest’anno abbiamo lavorato bene. Nell’ultimo periodo sono mancati i risultati. I tifosi ci devono dare una mano perché tutti insieme dobbiamo fare in modo che il Milan giochi in Champions. Mi hanno insegnato che nel Milan sono passati in tanti ma quello che rimane è sempre il club. Chi è all’interno del Milan deve lavorare per il club che ha una storia da difendere e un DNA glorioso. Se riuscissimo a entrare nei primi quattro vuol dire che abbiamo fatto un buon lavoro e c’è una buona base per migliorare l’anno prossimo”.
Su Jashari e Ricci
“Sono due giocatori molto affidabili. Con Jashari la società ha fatto un ottimo acquisto ma purtroppo è venuto da un infortunio e aveva Modric davanti. Ricci si è dimostrato un giocatore e un ragazzo molto affidabile sia dal primo minuto che a partita in corso”.
🟥 Sul suo futuro
“Questo è un problema che non mi sono posto. In questo momento la cosa più importante è il Milan. Abbiamo lavorato 10 mesi con grande attenzione e dedizione. Ad altro non ho pensato perché il mio obiettivo è rimanere al Milan il più a lungo possibile”.

