Dopo la contestazione dei tifosi nella giornata di ieri, Paolo Condò attacca la proprietà del Milan, RedBird, dicendo la sua sulle ultime stagioni rossonere.
Dopo l’umiliante sconfitta di ieri contro l’Atalanta, e la contestazione dei tifosi dentro e fuori dallo stadio, numerose sono state le critiche dei giornali questa mattina nei confronti della proprietà e dirigenza del Milan.
Paolo Condò ha parlato così sul momento del Milan, al Corriere della Sera:
“Le stagioni del Milan di RedBird finiscono sempre allo stesso modo, le curve che si svuotano a partita in corso, la contestazione che dalla società si allarga alla squadra, i calcoli febbrili su quale asset alienare (parliamo anche noi il linguaggio della finanza) per baloccarsi anche la prossima estate con il player trading“.
Un chiaro ed evidente attacco alla proprietà del Milan, accusata di porre in secondo piano i risultati sportivi del club, in favore di una ricerca assidua di stabilità finanziaria.
Sono 3 anni che le stagioni del Milan finiscono esattamente nello stesso modo. Nel 2024 stadio vuoto e contestazione alla società. Nel 2025 stessa storia, la curva abbandona lo stadio dopo aver esposto con un gioco di luci la scritta “GO HOME” sempre nei confronti della proprietà. E infine ieri, con la contestazione prima, durante e dopo la partita nei confronti dell’amministratore delegato rossonero Giorgio Furlani.
Ciò che accomuna le ultime 3 stagioni è quindi il sentimento dei tifosi. Una tifoseria vuota e stanca nei confronti di una proprietà assente e una dirigenza inadeguata per un club storico e glorioso come quello rossonero.
Milan, Condò attacca: “Le stagioni di RedBird finiscono sempre in contestazione”
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