MILAN – Il tempo delle valutazioni, per Ruben Amorim, a due settimane dalla fine del mercato è praticamente arrivato al termine: presto arriverà il responso (molto si capirà già dall’incontro di domani con Cardinale, se tutto verrà confermato) sui giocatori in rosa, e si capirà chi potrà dare un contributo alla causa rossonera anche per la prossima stagione, e chi invece nelle prossime settimane troverà una nuova sistemazione.
In molti hanno giudicato lunghe le tempistiche di valutazione del tecnico, in realtà, in un’estate di grandi cambiamenti per i rossoneri, trovare continuità dove possibile, e recuperare quanto si ritenga possa avere una maggiore affinità con il nuovo progetto, più che con quello passato, appare una scelta ponderata. Se la rivoluzione, dopo il disastro dello scorso anno, è apparsa quasi obbligatoria, è anche vero che i successi nascono in certezze consolidate nel tempo, e una base di gruppo consolidato può rivelarsi più utile di quanto ci si possa aspettare.
Questo, certo, dopo avere fatto le valutazioni del caso: da Musah a Ricci, passando per Estupinan, e poi ancora per Chukwueze, Fofana, e il gruppo di giovani aggregati. Discorsi a parte meritano Leao e Tomori, per cui il discorso sembra differire da aspetti esclusivamente tecnici (nel primo caso le note vicende legate alle dichiarazioni del portoghese, nel secondo un aspetto contrattuale da non trascurare). Per Amorim è l’ora dei responsi, in tempo per la volata finale di mercato.
LEGGI ANCHE Leao fa chiarezza sul futuro: “Nessun altro soggetto è autorizzato a parlare a mio nome”
Milan, tempo di decisioni: i nodi di mercato sono al pettine, ora tocca ad Amorim

