Milan- Una vittoria che pesa per la classifica, ma che certifica soprattutto un cambio di passo epocale nell’assetto societario e nell’immagine pubblica della proprietà. Sugli spalti di San Siro, durante il 3-1 rifilato all’Inter nel derby, a catturare l’attenzione è stata ancora una volta la figura di Gerry Cardinale: il numero uno di RedBird Capital Partners e proprietario del club rossonero dal 2022 sta confermando una trasformazione profonda iniziata già a partire dalla scorsa estate, imponendosi come un leader costante, partecipativo e totalmente immerso nella vita quotidiana del Milan.
Dalla svolta estiva al derby: l’evoluzione della presenza di Cardinale
Non si tratta di una presenza episodica legata alla sola settimana della stracittadina. Già durante la sessione estiva di calciomercato e nei primi mesi della nuova stagione sportiva, il numero uno di RedBird ha cambiato radicalmente approccio rispetto al passato, garantendo una vicinanza costante alla dirigenza, alla squadra e a mister Rúben Amorim. Un percorso di continuità che lo ha visto presente nei momenti chiave della programmazione societaria e al fianco del gruppo.
Questa costante presenza si è manifestata al massimo livello nei giorni che hanno preceduto il derby. Cardinale è rimasto a Milano a lungo, mostrando immediato supporto al collettivo rossonero subito dopo il passaggio a vuoto contro il Bologna. Un’agenda densa, segnata dalla partecipazione in prima persona all’incontro per il progetto del nuovo stadio e culminata con la cena organizzata la vigilia della gara insieme a circa 60 componenti della realtà milanista, comprese storiche leggende del club. Infine, il coinvolgimento emotivo a bordocampo ai microfoni di TeleLombardia con Michael Cuomo, dove il patron ha mostrato persino lacrime di felicità dopo le reti di Pulisic, Rabiot e Moreira, a dimostrazione di un legame forte con i colori rossoneri.
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