PULISIC RABIOT MOREIRA – Dolcetto o scherzetto? Chissà se, anche solo per gioco, in spogliatoio i giocatori si sono fatti questa simpatica domanda nella serata di Halloween. Quel che è certo è che il Diavolo ha letteralmente imbrigliato l’Inter di Chivu che ha dovuto mandare giù un boccone amaro nella notte delle streghe. No, niente caramelle per i nerazzurri: una prestazione opaca la loro. Nonostante abbiano cercato di riprendere la situazione in mano (soprattutto a metà del primo tempo) non sono riusciti a risalire la china e ad imporsi sugli uomini di Amorim.
Un Milan dolce, tre reti da scartare e da gustare come dei cioccolatini nella notte più fantasmagorica dell’anno. Ad aprire le danze ci ha pensato Pulisic: Captain America ha graffiato il match di testa, su assist di un magistrale Moreira. Ed è stata poi la volta di Rabiot: un macaron il suo, per restare in tema di dolcetti. Moreira, ancora lui, a propiziare su calcio d’angolo il tocco soave e pungente del francese che è carambolato in porta e ha mandato in estasi la San Siro rossonera.
E, quasi sul finire della prima frazione di gioco, è arrivato il gol su punizione proprio dell’assist man di serata, Moreira. Un pallone calciato con estrema eleganza, con decisione e con la voglia di andare a mettere in sicurezza il risultato. Una rete paragonabile ad una pralina, una di quelle che, quando la mangi, difficilmente ne dimentichi la delicatezza del sapore.
Amorim si prende la scena

Nel mezzo, l’Inter ha provato a far riaffiorare i fantasmi per i rossoneri con la rete di Bastoni che ha spiazzato la squadra di casa ma non le ha fatto perdere colpi. Insomma, una prestazione molto positiva per gli uomini di Amorim che erano alla ricerca del riscatto dopo la serataccia vissuta contro il Bologna. Chiaramente, e questo va sottolineato, bisogna stare con i piedi per terra. Il Milan, infatti, sta seguendo un percorso di crescita in cui alterna partite molto buone ad altre meno “dolci”.
Lo sa anche il tecnico che riconosce e apprezza il lavoro di tutti i suoi giocatori che, diligentemente, seguono i suoi consigli e le sue linee guida. Con lui stanno sbocciando diversi talenti e altri si stanno consolidando maggiormente. Intanto va fatta una precisazione: appare ormai chiaro che esista un Milan con Modric, Rabiot e Pulisic e un Milan senza. Con i “tre tenori” in campo, i rossoneri esprimono un gioco nettamente diverso. Il croato e il francese dettano i ritmi, amministrano il gioco, mettono tranquillità a centrocampo e si dimostrano leader da seguire e sui quali fare sempre affidamento. La loro mentalità, forte e decisa, è in grado di trascinare il gruppo e di spronarlo nel momento del bisogno.
Stesso discorso per il numero 11: quando si accende, sa far soffrire gli avversari e trainare con sé i suoi. Fresco di rinnovo, Pulisic ha festeggiato con una rete che vuole dire tanto per tutta la squadra. È ormai un veterano del Milan ma la sua grinta e la sua voglia di raggiungere traguardi importanti è sempre la stessa.

E poi, ci sono i talenti che stanno emergendo e apprendendo dai maestri. Tra questi, appunto, Diego Moreira. Il belga ha brillato nella notte di Halloween, tra sorrisi e giocate, assist e gol. Il tutto, però, con umiltà e dedizione nella notte in cui ad osservarlo dagli spalti c’era un pezzo di storia rossonera: Ricardo Kakà.
Una serata magica, sotto tutti i punti di vista, per il giovane che è arrivato al Milan in estate e sta dimostrando carattere e voglia di fare. Una punizione calciata con grinta, con la pacatezza di chi sa che il pallone va accarezzato e tratto con educazione per essere spedito in rete. Chissà cosa avrà pensato Kakà nel vederlo in campo, così spumeggiante e incisivo, con il numero che ha tenuto lui sulle spalle e con il quale ha fatto appassionare tantissimi tifosi che lo non dimenticheranno mai.
Una serata positiva anche per Diawara che in difesa si è reso protagonista di interventi interessanti: attento, preciso, senza troppe paure. Una prestazione degna di nota per il giovane che, pian piano, sta lavorando per ritagliarsi il suo spazio. E, a proposito di reparto arretrato, buonissima prova anche per De Winter, Pavlovic e Gila. Menzione a parte per Maignan: il francese non è stato sollecitato moltissimo ma, quando è stato chiamato in causa, ha risposto presente. Il capitano non si è fatto beffare, non si è lasciato scalfire e ha guidato i suoi.
Amorim, ora bisogna scacciare i fantasmi in Europa
Infine, ma non per importanza, va sottolineato il lavoro di Ruben Amorim. L’allenatore sa che la strada è lunga e tortuosa, sa che il lavoro da fare è tanto ma sa che ha a disposizione un gruppo disponibile e con tanta qualità. Ha dimostrato di saper imbriglire una squadra pronta e vincente come l’Inter, ha saputo leggere i vari momenti del derby e ha guidato i suoi in maniera impeccabile.
La bontà del suo lavoro si vede giorno dopo giorno, nonostante qualche stop fisiologico in un momento simile. Amorim sta lavorando duramente per plasmare il suo Milan. Non è un’impresa semplice né tantomeno veloce. Lo sa, ne è cosciente. I suoi giocatori lo seguono, i senatori in campo danno il loro ausilio ai più giovani che stanno crescendo e hanno tanta voglia di fare bene. Tutti insieme. Perché solo così si diventa grandi e si può sognare in grande.
Perché, nella notte di Halloween, Amorim e i suoi hanno giocato un brutto scherzetto a Chivu e alla sua Inter. Ma, per grandi obiettivi, questa deve diventare una consuetudine: il Milan deve riuscire a seguire questo trend, tra difficoltà e gare ravvicinate; tra notti da sogno e notti da incubo (che devono cercare di essere sempre meno); tra talenti rodati e talenti in erba.
Il prossimo step si chiama Ferencvaros. Un match insidioso quello di Europa League, nel quale i rossoneri dovranno rispondere presente perché occorrono punti pesanti per provare a mantenere vivo il sogno europeo. Dunque, è necessario che il Milan riparta dalla prestazione offerta nel derby per mettere altri mattoncini pesanti nel proprio percorso.

