Il Milan con un fascino in crescita in America sembra avere un futuro legato al soccer ma le sue radici sono puro football dalla nascita.
La nascita del Milan ogni tifoso la conosce più o meno bene, e devo dire che da amante del calcio inglese mi rende sempre un pò orgoglioso. Il mio team nasce proprio da un inglese trasferitosi nel bel paese e cosa c’è di meglio? Siamo figli di chi arriva da un paese dove il calcio, il football, è nato o quanto meno dove affonda le radici.
Alla Freemason’s Tavern di Great Queen Street, nel rione di Holborn, il 26 ottobre 1863 undici squadre dell’area di Londra si riunirono per creare un unico regolamento e gettare le basi del calcio moderno. Trentasei anni dopo Herbert Kilpin, cresciuto a Nottingham casa di un dei club più antichi del Regno Unito, fonda il Milan football and cricket club diventandone il primo giocatore e allenatore.
Il primo presidente, oltre che uno dei fondatori, della squadra nata in quello che un tempo era l’Hotel du Nord et des Angleis di piazza della Repubblica, fu Alfred Edwards.
La contaminazione tra rossoneri ed inglesi non è stata però a senso unico, quello che la prima squadra di Milano ha fatto l’ha resa una delle più amate al mondo e fonte di ispirazione.
Il Manchester city ha vestito i colori rossoneri in più di un’occasione nella sua storia ed il motivo è proprio il Milan. Nel 1968, i Citizens su idea Malcolm Allison, ai tempi vice di Joe Mercer ebbe l’idea di realizzare un kit uguale al vincente club di Nereo Rocco.
I nostri colori sono diventati, dopo i vari trofei vinti dal City, “un portafortuna per la squadra” disse Tommy Booth, uno dei simboli della squadra di Manchester a quei tempi.
Milan e Inghilterra, un legame nascosto ma duro da sciogliere

Un’altra storica squadra inglese veste questi colori in nostro onore, si tratta del Bournemouth. Le Cherries, che nascono con la maglia rossa con inserti bianchi, diventano rossonere grazie ad una delle leggende del West Ham, squadra che ho l’onore di seguire con affetto da ormai svariati anni.
John Bond, 400 presenze con gli Hammers negli anni 60, si innamorò del nostro Milan quando divenne la prima squadra italiana a vincere la Champions League.
Affascinato dalla storia della sua fondazione da parte di un connazionale convinse il proprietario del Bournemouth, che allenava a quei tempi e di cui divenne un simbolo, a cambiare i colori sociali aggiungendo il nero, grazie anche a Dick Dowsett, ex giocatore e direttore commerciale della squadra del Dorset che, altra curiosità, è proprio la persona che nello stemma del club colpisce il pallone di testa.
Una vita in bilico tra Football e Soccer in attesa di tornare ad ispirare il mondo del calcio.
Milan e Inghilterra, un legame nascosto ma duro da sciogliere
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