Il Milan è inciampato al Tardini e torna qualche dubbio. Intanto Christopher Nkunku non ingrana come avrebbe dovuto
Nel match del Tardini contro il Parma, il Milan ha lasciato dietro di sé più dubbi che certezze. Non tanto sulla qualità della rosa, che resta indiscutibile, quanto sull’atteggiamento collettivo e sulla mentalità di squadra. Gli uomini di Allegri hanno mostrato una certa presunzione, come se la superiorità tecnica potesse bastare per gestire ogni situazione. Ma il calcio, si sa, punisce chi abbassa la concentrazione, e il doppio vantaggio sfumato ne è la prova più evidente. Manca ancora quella compattezza e quella fame che distinguono le squadre davvero vincenti.
A preoccupare maggiormente è però la sterilità offensiva dei rossoneri, un problema che si trascina ormai da settimane. Rimane vero: questo problema riguarda diverse compagini italiane, considerando il triplo 0-0 di questa undicesima giornata. Contro il Parma, Leao è riuscito a sbloccarsi solo su calcio di rigore, mentre Christopher Nkunku continua a rimanere un oggetto misterioso. L’ex Chelsea non è ancora riuscito a trovare la via del gol in campionato, e la sua presenza in campo sembra più nominale che realmente incisiva. A rendere il dato ancor più significativo, c’è Pavlovic: il difensore serbo, migliorato notevolmente sotto Allegri, ha già realizzato due reti in Serie A, superando le statistiche di un attaccante che avrebbe dovuto rappresentare un valore aggiunto. Ecco che allora il calciomercato avanza.
Milan, Christopher Nkunku è un altro errore di calciomercato? Tanta qualità, ma serviva altro
Questa discrepanza apre inevitabilmente una riflessione sulle scelte estive della dirigenza. Nkunku è un talento cristallino, ma ci si chiede se fosse davvero il profilo ideale per la filosofia di gioco di Allegri e per un campionato tattico e fisico come la Serie A. Le prime voci di mercato in vista di gennaio sembrano già confermare i dubbi: il Milan è alla ricerca di una punta di ruolo, capace di dare profondità e concretezza al reparto offensivo. In fondo, i grandi nomi non sempre bastano; servono equilibrio, adattabilità e soprattutto quella mentalità operaia che, al momento, ai rossoneri sembra ancora mancare.
Ahi Milan, Christopher Nkunku è un altro errore di calciomercato?
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