Allarme Milan: se non cambia la mentalità, l’obiettivo Champions è in pericolo
Il pareggio di Firenze non è una questione di numeri, né di lavagne tattiche. Se il Milan chiude il girone d’andata con il freno a mano tirato, la diagnosi è più profonda: manca la cattiveria agonistica, quella fame che trasforma una squadra “buona” in una squadra “vincente”. Allegri lo ha ammesso tra le righe, ma il campo lo ha urlato: il Milan attuale è un collettivo che troppo spesso si dimentica di “mettere la gamba” e di accendere il cervello.
🧠 OLTRE IL MODULO | Milan, il problema è nella testa: Nkunku e Füllkrug spiegano la “Cattiveria”
In un pomeriggio dove molti senatori sono apparsi svuotati, la lezione di ferocia è arrivata dai “nuovi” o da chi, come Nkunku, ha dovuto lottare contro la sfortuna degli infortuni.
🔥 L’Esempio: Füllkrug e Nkunku
Mentre il resto della squadra sembrava giocare col cronometro, Niclas Füllkrug ha mostrato cosa significa essere un numero 9 del Milan. Alla sua prima da titolare, ha lottato su ogni pallone, ha aperto varchi e ha regalato due assist preziosi. La sua non è solo tecnica, è presenza fisica e mentale.
Lo stesso vale per Christopher Nkunku. Entrato negli ultimi 15 minuti in una gara che stava scivolando via, ha impattato il match con una giocata da attaccante puro. Come sottolineato da Emanuele Giaccherini su DAZN:
“Non è mai facile entrare ed essere subito in partita. Fa un bel movimento, va alle spalle di Comuzzo e poi calcia con cattiveria: ti arriva un pallone e devi andarci così”.
È questa la differenza: Nkunku ha visto il pallone e ha deciso che sarebbe stato suo. Una ferocia che è mancata a troppi altri.
📉 Il Buio: Estupiñán e Loftus-Cheek
Dall’altra parte della medaglia, ci sono prestazioni che preoccupano sul piano dell’atteggiamento:
- Pervis Estupiñán: Un pomeriggio da dimenticare. Errori tecnici continui, una gestione dei falli scellerata che gli è valsa un’ammonizione evitabile e una fragilità difensiva che ha esposto il fianco ai viola. Più che un problema fisico, è sembrato un blackout di concentrazione.
- Loftus-Cheek: Il caso più emblematico. Con una stazza del genere, è inammissibile non vincere un contrasto o non riuscire a strappare il pallone all’avversario. Il centrocampista inglese sembra vivere una crisi di identità mentale: la sua forza fisica è nulla se non viene attivata dalla cattiveria di voler dominare il campo.
🔄 La Lettura di Allegri
Bisogna dare atto al Mister di aver letto bene il momento di sbandamento. I cambi di Fofana e Bartesaghi per Estupiñán e Loftus sono stati una necessità chirurgica per ridare dignità e corsa a una squadra che stava affondando. Anche l’ingresso di Rabiot ha ridato peso specifico, mentre Jashari, dopo un buon primo tempo, è incappato in leggerezze d’inizio ripresa che hanno rischiato di compromettere il match. Allegri lo ha capito e ha protetto il ragazzo prima che il naufragio fosse totale.
📋 L’Analisi della Redazione: Serve lo “Switch”
Il Milan può cambiare tutti i moduli che vuole — passare dal 3-5-2 alla difesa a 4 — ma se l’anima resta negli spogliatoi, i risultati saranno sempre figli del caso o della giocata del singolo. In Serie A, se non hai la bava alla bocca, il “ristorante da 10 euro” ti presenta un conto salatissimo. Per vincere a Como e riprendere la corsa, non servono schemi nuovi, serve la cattiveria di Nkunku moltiplicata per undici.
Allarme Milan: se non cambia la mentalità, l’obiettivo Champions è in pericolo

