Il Milan torna alla vittoria e fa un passo deciso verso la qualificazione in Champions League, a Genova decidono le reti segnate da Nkunku su calcio di rigore e Athekame nella ripresa per permettere ai rossoneri di tornare al terzo posto in classifica e sfruttare la sconfitta della Juventus contro la Fiorentina.
Sulla partita: “C’era grande pressione, perché abbiamo rischiato di buttare al vento tutto quello che avevamo costruito durante l’anno. Però non abbiamo ancora fatto niente: manca un’ultima partita da vincere in casa contro il Cagliari e speriamo di riuscirci”
Sul gruppo e sulla società: “In questo momento devo ringraziare i giocatori, devo ringraziare tutte le persone che lavorano vicino a me, che mi hanno supportato e sopportato. Però manca ancora una settimana e l’obiettivo non è ancora raggiunto. Siamo contenti anche perché oggi la società era presente, c’era Cardinale, e questo fa piacere a tutti. Ma adesso bisogna recuperare energie, perché abbiamo speso tantissimo dal punto di vista mentale e fisico”
Ancora sulla partita: “Nei minuti finali eravamo troppo concentrati sulla partita per pensare ad altro. Però siamo stati bravi nel recupero: non abbiamo concesso situazioni pericolose dentro l’area e abbiamo anche avuto l’occasione per fare il 3-1. Speriamo domenica di chiudere con una vittoria, anche perché nelle ultime tre partite in casa abbiamo fatto soltanto un punto”
Sulla risposta della squadra: “Su quella non ho mai avuto dubbi. Abbiamo rimesso un po’ d’ordine dopo alcune partite in cui avevamo fatto confusione, soprattutto difensivamente. Avevamo preso troppi gol facili, e questo non è da noi. Oggi invece la squadra ha difeso meglio, con attenzione e anche con un pizzico di fortuna nei momenti giusti. Sono contento per tutti, soprattutto per quei ragazzi che arrivano dall’estero e hanno bisogno di tempo per ambientarsi. Hanno fatto una bella partita e stanno crescendo.
Su Luka Modrić: “È una leggenda di questo sport. Vederlo vivere la partita così, soffrire quasi da tifoso, è qualcosa di bellissimo. Ho il piacere di lavorare con lui e vedere con quanta passione e quanto amore continui ancora oggi a fare questo sport è un insegnamento enorme. Era lì che fremeva per entrare, pronto a dare una mano. Alla fine ho fatto altre scelte per esigenze tattiche, ma il suo atteggiamento è stato straordinario. Queste sono immagini che dovrebbero vedere tutti i bambini che giocano a calcio. Il calcio è uno sport meraviglioso: a volte si vince, a volte si perde, ma la passione e l’amore che grandi campioni come lui mettono ancora ogni giorno sono qualcosa da cui bisogna imparare”
E poi sì, oggi si sorride… ma solo fino a un certo punto. Mancano ancora 90 minuti. Dobbiamo restare concentrati fino alla fine.”

