🧱 “Italianità? Fondamentale. Così si costruisce una squadra vera” dice Capello
C’è un tono solenne nella voce di Fabio Capello, lo stesso che usava negli spogliatoi prima delle grandi notti europee. Alla Gazzetta dello Sport, l’ex allenatore del Milan campione d’Europa non fa giri di parole: “Fondamentale”, dice, “avere una base di italiani. È così che si costruiscono le squadre che vincono. Non è solo questione tecnica, è questione d’identità”.
Capello non si limita alla nostalgia dei suoi anni d’oro: guarda la classifica, i progetti vincenti del presente. “L’Inter è prima perché ha un blocco italiano fortissimo: Bastoni, Barella, Dimarco, Acerbi. E il Napoli che ha vinto lo scorso anno non era da meno: Di Lorenzo, Meret, Politano, Raspadori. Serve appartenenza, serve gente che sente il club come casa sua”.
🟥⬛ “Quel Milan con Pioli, Tonali e Donnarumma: la strada era giusta”
Il Milan che ha vinto lo scudetto nel 2022 viene citato come esempio di equilibrio tra talento e identità. “C’era un allenatore italiano, Stefano Pioli, e c’erano colonne azzurre: Tonali, Calabria, Romagnoli. Prima ancora Donnarumma, che ha trascinato la squadra di nuovo in Champions dopo anni bui. Quella era la via: un’anima italiana dentro un progetto internazionale”.
Ma poi qualcosa si è perso. “Oggi? Nel derby di Coppa Italia c’era un solo italiano titolare, Matteo Gabbia. È un segnale che deve far riflettere”.
⚙️ “Lo spogliatoio cresce con italiani che conoscono il nostro calcio”
Capello non parla solo di bandiere, parla di funzionalità. “Avere un blocco di italiani migliora tutto. Aiuta i nuovi a capire dove sono arrivati, accelera i meccanismi tattici. Gli stranieri fanno più fatica ad adattarsi al nostro calcio: se hanno vicino chi lo mastica da anni, l’inserimento è più rapido, più naturale”.
Poi entra nel cuore del tema: “Una squadra con fondamenta italiane è più solida. E se guardiamo il mio Milan, le fondamenta erano proprio quelle: Baresi, Maldini, Costacurta, Albertini… tutti italiani, molti cresciuti nel vivaio. Erano il punto di riferimento per tutti”.
🧠 “A parità di qualità, io scelgo sempre un italiano”
La frase che più colpisce è anche quella che meglio sintetizza il pensiero di Capello: “La qualità fa sempre la differenza. Ma se due giocatori sono forti allo stesso modo, scelgo l’italiano. Perché sente la maglia, perché trasmette qualcosa in più. E oggi ce ne sono diversi, anche nel giro della Nazionale, che starebbero benissimo al Milan”.
Non è un richiamo al passato, ma un consiglio per il futuro. Uno spunto per chi sarà chiamato a ricostruire, pezzo per pezzo, il nuovo progetto rossonero.
🌟 “Camarda ha il potenziale: serve coraggio, anche nei grandi club”
Capello non si trattiene e un nome lo fa, eccome: “Camarda ha il potenziale per fare grandi cose. Merita spazio, anche in prima squadra. In Spagna i grandi club fanno giocare i giovani. Noi dobbiamo avere lo stesso coraggio. Il mio Milan era pieno di ragazzi cresciuti in casa, diventati poi campioni. È un modello che può ancora funzionare”.
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