Gerry Cardinale, proprietario del Milan e numero uno di RedBird, ha rilasciato un’intervista al Financial Times pochi giorni prima del derby vinto contro l’Inter. Di seguito le sue dichiarazioni nell’articolo firmato da James Fontanella-Khan, che lo ha incontrato a pranzo a Milanello.
Le origini italiane
“Sono sempre stato orgoglioso di essere italiano. Mia madre era Dorothy D’Annunzio”
Cardinale ha raccontato il forte legame con le sue radici italiane, ricordando anche un momento chiave della sua infanzia:
“Nel 1982 mio padre mi mandò a Castellabate per riscoprire le mie origini. Quell’anno l’Italia vinse i Mondiali e mi innamorai del calcio. Quella sensazione mi è rimasta”
Le difficoltà in Italia
“Negli ultimi tre anni in Italia ho affrontato qualcosa che non avevo mai visto”
Il proprietario rossonero ha poi parlato delle difficoltà incontrate nel suo percorso:
“Non riesco nemmeno a prendere parola senza che mi chiedano se la squadra è davvero mia o di Elliott. È assurdo, è frustrante”
“Vorrei che mi venisse riconosciuta fiducia. Tengo a questo club, a questa città e a questo Paese, ma ho capito che devo dimostrarlo”
Il paragone con Berlusconi
“Tutti mi vedono come il nuovo Berlusconi e si aspettano che spenda senza limiti”
Cardinale ha chiarito il suo approccio alla gestione del Milan:
“L’ultima cosa che farò è comportarmi da tifoso solo perché sono ricco. Non sono qui per distruggere o agire da arrogante”
Il progetto stadio e il ruolo dell’Italia
Cardinale ha poi sottolineato la necessità di un maggiore supporto istituzionale per lo sviluppo del calcio italiano:
“Negli Stati Uniti lo farei ad occhi chiusi. Qui ci sono barriere culturali e politiche”
“Sto costruendo uno stadio e voglio che sia un prodotto italiano: banche italiane, aziende italiane e tutto il sistema coinvolto”
“Mi piacerebbe arrivare a Roma e parlare con Giorgia Meloni per costruire un piano e rilanciare la Serie A”
Il retroscena sul derby
Infine, un aneddoto raccontato dal giornalista dopo l’incontro con la squadra:
“Dobbiamo vincere il derby a tutti i costi”

