Carlo Pellegatti sul Milan: Bartesaghi-Arsenal, il no a Disasi e Theo..
L’ultimo intervento di Carlo Pellegatti nel suo consueto spazio informativo getta una luce diversa, e per certi versi preoccupante, sul clima che si respira in via Aldo Rossi. Se da un lato il mercato si muove (Füllkrug), dall’altro emerge una gestione societaria che Pellegatti non esita a definire rischiosa per l’integrità tecnica del progetto rossonero.
IL PUNTO DI PELLEGATTI | Tra il “sacro bilancio” e il rischio di perdere Bartesaghi
Theo Hernandez: Un addio senza lacrime?
Pellegatti commenta con amarezza l’indiscrezione della Gazzetta dello Sport secondo cui il Milan non avrebbe rimpianti per la partenza di Theo Hernandez.
- Critica alla gestione: Il giornalista contesta la mancanza di chiarezza. Creare incertezza sui giocatori in uscita, secondo Pellegatti, danneggia solo il rendimento in campo. Sarebbe stato meglio un “arrivederci” diretto e trasparente.
L’erede Bartesaghi e lo spettro Arsenal
Mentre Theo saluta, splende la stella di Davide Bartesaghi. Pellegatti lo definisce il “naturale erede” del francese, ma lancia un allarme rosso:
- L’ombra della Premier: L’Arsenal è fortemente interessato al giovane talento. Il timore di Pellegatti è che, davanti a un’offerta da 25-40 milioni, la dirigenza scelga la plusvalenza immediata invece di blindare il futuro tecnico della squadra.
Strategia di mercato: Il “No” a Disasi e il nodo Füllkrug
Sulle entrate, Pellegatti fornisce aggiornamenti cruciali che parzialmente smentiscono alcune piste:
- Disasi e Luiz Felipe: Al momento, la risposta ufficiale del Milan su Axel Disasi è un secco “no”. Su Luiz Felipe, in forza al Rayo Vallecano, si attendono risposte.
- Füllkrug: Qui la notizia è positiva. La questione legata all’attaccante tedesco dovrebbe chiudersi in tempi record, probabilmente già domani.
Il “Loop” del Risparmio e il fantasma della Champions
L’analisi più dura riguarda la filosofia di RedBird. La mancata qualificazione in Champions impone prudenza, ma Pellegatti critica duramente l’approccio che privilegia il “sacro bilancio”:
- Cessioni dolorose: Il rischio è un circolo vizioso: non investire a gennaio per indebolire ulteriormente la squadra, costringendo poi a vendere i pezzi pregiati a giugno per far quadrare i conti.
- Paragone storico: Pellegatti richiama le ere di Trabattoni, Rizzoli e Carraro, quando i campioni si tenevano per vincere, non si vendevano per pareggiare il bilancio.
Carlo Pellegatti sul Milan: Bartesaghi-Arsenal, il no a Disasi e Theo..
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