La Procura non rileva reati nella vendita del Milan: chiarita la quota residuale di Elliott e i rapporti tra ex soci e proprietà.
La Procura di Milano ha chiesto l’archiviazione dell’indagine relativa al passaggio di proprietà del Milan dal fondo Elliott a RedBird Capital. L’inchiesta era stata avviata dopo alcune segnalazioni presentate dai manager di Blue Skye, Salvatore Cerchione e Gianluca D’Avanzo, che avevano ipotizzato irregolarità legate al rilascio di un pegno sulle azioni, ritenuto – secondo la loro ricostruzione – in contrasto con lo statuto dell’alleanza allora esistente.
Dopo mesi di verifiche, i pubblici ministeri hanno ritenuto che non vi siano elementi sufficienti per sostenere l’accusa. Per questo motivo è stata presentata al giudice per le indagini preliminari Chiara Valori la richiesta di archiviazione, che riguarda anche l’ipotesi di ostacolo all’attività di vigilanza della FIGC.
Nel corso delle indagini, che hanno incluso anche una rogatoria internazionale per acquisire documentazione all’estero, gli inquirenti hanno analizzato la struttura societaria e i rapporti tra i vari soggetti coinvolti nell’operazione di vendita del club rossonero. Dagli accertamenti non sarebbero emerse prove a sostegno dell’impianto accusatorio iniziale. In particolare, le verifiche avrebbero confermato che nessun veicolo societario legato al Milan – fatta eccezione per la proprietà attuale di RedBird e per Elliott prima della vendita – ha mai detenuto una partecipazione superiore al 25%.
Il nodo del presunto 5% di Elliott
Tra i temi emersi nel dibattito mediatico figura anche quello relativo a un presunto 5% rimasto in capo a Elliott. Tuttavia, secondo quanto risulta dalla documentazione dell’operazione, non si tratterebbe di una quota azionaria nel club.
In realtà il riferimento riguarda un warrant, ovvero uno strumento finanziario derivato che attribuisce al titolare il diritto – ma non l’obbligo – di acquistare o vendere un determinato asset a un prezzo stabilito entro una certa scadenza. In questo caso lo strumento era stato previsto all’interno della struttura finanziaria dell’operazione con cui RedBird ha acquisito il Milan nel 2022.
Il warrant non comporta diritti di governance, né quote di proprietà o diritti informativi sul club. Si tratterebbe piuttosto di un meccanismo tecnico collegato al cosiddetto vendor loan, pensato per garantire a Elliott un eventuale ritorno economico limitato nel caso in cui il Milan dovesse essere rivenduto in futuro a una valutazione sensibilmente più elevata.
Il vendor loan e la situazione attuale
Il finanziamento concesso dal venditore nell’ambito dell’acquisizione – il vendor loan – è stato nel frattempo completamente rimborsato. L’estinzione è avvenuta in occasione del recente rifinanziamento del debito del club grazie all’accordo raggiunto con il fondo Comvest.
Alla luce di questa operazione, la struttura proprietaria del Milan resta interamente nelle mani di RedBird Capital, che mantiene il pieno controllo della società.
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