Chivu- Lo scorso 4 settembre, alla vigilia di Inter-Napoli, Cristian Chivu aveva rilasciato delle dichiarazioni forti in conferenza stampa ridimensionando lo status di Milan e Juventus con parole destinate a far discutere:
Io voglio capire: gli scontri diretti quali sono? Quelli che finiscono nelle prime 4 o in generale per tradizione, storia, di qualche partita? Per scontri diretti si intende quelle che possono lottare per lo scudetto? E allora Milan e Juventus dove le mettiamo visto che l’anno scorso sono rimaste tanto indietro? Quelli non sono più scontri diretti? Chiedo. Napoli che è finita secondo è uno scontro diretto? Milan e Juventus sono scontri diretti per tradizione? E allora vale tutto. Anche con il Como è ormai uno scontro diretto per qualità.
Dichiarazioni che alla luce del 3-1 di San Siro sono invecchiate nel peggiore dei modi. Per il tecnico rumeno si tratta infatti della terza sconfitta su tre stracittadine disputate da quando si è insediato sulla panchina nerazzurra, a testimonianza di un tabù che non accenna a sfaldarsi.
Pur disponendo del pacchetto giocatori più completo ed esperto dell’intera Serie A, Chivu ha trovato nel Milan l’unica vera bestia nera del proprio cammino: il Diavolo è stato l’unico collettivo capace di piegare i nerazzurri per ben tre volte nell’arco delle ultime 40 uscite ufficiali. Una lezione iniziata proprio da quella squadra accusata a inizio settembre di essere “rimasta tanto indietro”.
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