COSTACURTA – Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Alessandro Costacurta ha espresso la sua opinione critica sul Milan visto negli ultimi impegni, rimarcando il fatto che non è accettabile, dopo aver vinto un grande derby, perdere in quel modo contro il Ferencvaros in Europa League. Per giocare nel Milan serve la mentalità giusta per affrontare tutte le partite nello stesso modo, con la stessa cura e con lo stesso spirito di sacrificio. Caratteristiche che però l’ex rossonero non ha ritrovato nemmeno lontanamente nell’ultimo Milan europeo.
Costacurta, come si passa dall’euforia del derby alla stanchezza di giovedì contro il Ferencvaros?
“Avere la stessa intensità avuta contro l’Inter sarebbe stato difficile. Ma la differenza tra una squadra che vince e una che non lo fa, alla fine, è tutta lì”.
Intende dire che l’infrasettimanale di coppa doveva essere affrontata con la stessa attenzione avuta nella notte di sabato scorso?
“Succede che dopo quattro Giornate da un’impresa come il 3-1 all’Inter c’è chi pensa di essere diventato forte, ed è un errore grave. Pensi di aver già raggiunto una posizione importante, e si rivela fatale. Pensi di poter fare le cose con semplicità, di riuscire sempre e comunque, ed è un errore che non puoi permetterti”.
Ci sono anche degli esempi pratici?
“Musah che dopo pochi minuti dall’inizio di gara perde palla in maniera superficiale. Diawara che esce petto in fuori da difensore centrale portando palla e poi si butta. Cisse che pretende di ricevere palla sui piedi senza mai andare in profondità e tanti altri dettagli che ti fanno dire che appunto c’era stata superficialità. Ho inquadrato questi tre, e certo non vuol dire sia stato tutto demerito loro, ma era evidente che non fossero entrati in campo con la giusta mentalità”.
Colpa dunque delle seconde linee?
“Musah una seconda linea? Non direi. I giovani hanno sbagliato, sì, ma non solo loro. A mio avviso il peggiore in campo è stato Rabiot, e parlo di un leader , di uno dei più forti centrocampisti al mondo. Ecco, colpe equamente distribuite: male i ragazzi ma male anche chi dovrebbe andare da loro e dire: “Diamoci tutti una svegliata”. Questo non vuol dire che certi giocatori debbano essere bocciati definitivamente, di certo lo sono stati nella partita in questione. In attesa però di risposte, perché le scelte tecniche sbagliate possono anche essere ammesse e perdonate ma l’atteggiamento no, deve essere sempre quello giusto e di certo mai superficiale. Non se giochi nel Milan: lo dico da persona attaccata ai colori. Ripeto: devi giocare sempre come se di fronte ci fosse l’Inter , sempre provando a mettere in difficoltà l’avversario. Sempre. Giovedì è stato evidente a tutti che non sia successo”.
Cisse, a proposito. Non ha festeggiato la prima convocazione azzurra nel migliore dei modi. Per Costacurta è già da Nazionale?
“Capisco le scelte del ct Mancini: Roberto cerca anche di fare scouting. Se c’è meno scelta di un tempo, cerchi di far crescere qualcuno sotto la tua guida”.
La mentalità vincente è qualcosa di allenabile?
“Certo che sì, con tante tecniche. Un giocatore puoi lasciarlo fuori per due partite e poi verificare se ha capito. O, con qualcun altro, rimetterlo subito perché pretendi che capisca immediatamente. E poi si può spiegare: spiegare che in quel momento non eri nella giusta dimensione, non avevi la giusta mentalità”.
E se non rispondono?
“Se hai la possibilità di giocare in una squadra come il Milan e non trovi dentro di te voglia e determinazione di affrontare ogni sfida come fosse un derby, devi rimanere a casa. O semplicemente in panchina”.
Così dicendo scagiona l’allenatore?
“Amorim non avrà percepito a pieno la situazione, altrimenti perché mettere in campo una squadra così? Il primo tempo è stato inguardabile. È anche vero che c’è differenza tra tecnica e attitudine: magari i giocatori si sono allenati bene nei giorni precedenti ma poi hanno sbagliato completamente approccio”.
Al contrario, un esempio di applicazione?
“Dico Pavlovic, sempre attento, con l’attitudine che devono avere tutti. Da titolare può essere più facile trovarla, ma allo stesso tempo proprio chi ha un’occasione dovrebbe sputare fuoco, “rovinare” il campo quando è chiamato in causa”.

