Matteo Branciamore, noto attore e grande tifoso del Milan, ha commentato il difficile finale di stagione vissuto dai rossoneri ai microfoni del Corriere dello Sport. L’artista si è soffermato sul crollo della squadra nella seconda parte dell’annata, ammettendo di non riuscire a trovare una spiegazione precisa per quanto accaduto.
“Non mi spiego il crollo del Milan”
Branciamore ha espresso tutta la sua perplessità riguardo al rendimento della squadra negli ultimi mesi.
«Francamente il crollo nel finale non me lo so spiegare. Secondo me a un certo punto dev’essere successo qualcosa, perché molti dicono che siamo stati tanto fortunati nella prima parte di stagione: non lo so, però comunque stavamo lì».
Secondo il noto tifoso rossonero, il Milan ha probabilmente pagato anche la pressione esercitata dalle dirette concorrenti.
«È anche vero che la Roma e il Como hanno perso pochissime partite nel finale di stagione, quindi comunque a un certo punto si è creata una pressione su di noi alta: si vede che non l’hanno saputa gestire».
Il peso dell’assenza di Modric
Nel corso dell’intervista, Branciamore ha sottolineato anche l’importanza di Luka Modric all’interno della squadra.
«Non so neanche a chi dare la colpa, se al gioco della squadra o ai giocatori. Sicuramente per noi senza Modric in campo è stata dura. Quest’anno era fondamentale avere uno come lui, che giocasse tutte le partite: le ha giocate quasi tutte e per l’età che ha è stato un miracolo».
L’attore ha poi ribadito di non avere una risposta chiara sulle cause della crisi.
«Onestamente non saprei rispondere a questa domanda, me lo sto chiedendo anch’io».
“Conta più il progetto dei risultati”
Branciamore ha infine affrontato un tema molto caro a gran parte della tifoseria rossonera: la mancanza di continuità progettuale.
«A me dei risultati interessa fino ad un certo punto, se hai una progettualità. Si può vincere o perdere, un anno puoi arrivare secondo o quinto, però tu devi costruire una squadra che può ambire ad aprire un ciclo».
Parole che evidenziano la necessità di una programmazione a lungo termine.
«Non è possibile che ogni anno distruggi, riparti e rifondi. Non costruisci niente così: a me interessa molto di più la progettualità che i risultati sul campo».
Un pensiero condiviso da molti tifosi
Le dichiarazioni di Branciamore fotografano un sentimento molto diffuso tra i sostenitori rossoneri. Al di là dei risultati ottenuti sul campo, ciò che preoccupa maggiormente una parte della tifoseria è la sensazione di una continua ripartenza senza una chiara continuità tecnica e societaria.
Un tema che continuerà ad accompagnare il Milan nelle prossime settimane, mentre il club è impegnato a programmare il proprio futuro.

