Milan- Ai tempi dei suoi cinquant’anni festeggiava sognando la presidenza della Liberia, traguardo storico poi raggiunto pochissimi anni dopo. Oggi che taglia il traguardo dei sessant’anni, chissà quale nuova e stimolante sfida attende George Weah. Un uomo straordinario, nato nella baraccopoli di Clara Town, ai margini di Monrovia, che ha rifiutato fin dal primo giorno di rimanere incatenato a un destino segnato dalla povertà. Per riscattarsi e uscire dall’anonimato ha scelto il pallone. E quanti gol ha segnato!
La rete più celebre della sua carriera ha compiuto trent’anni l’8 settembre, quel coast-to-coast memorabile rifilata al Verona con la maglia del Milan. Prima di allora, però, Weah aveva costruito una carriera intera sulla propria impressionante capacità realizzativa, a partire da quando con l’Invincible Eleven vinse il suo primo campionato liberiano nel 1986. Dopo il trasferimento in Camerun al Tonnerre Yaoundé per vincere anche lì, ha posato il primo tassello della sua leggenda, spingendo gli osservatori a definirlo il miglior giocatore africano in circolazione. In Francia hanno voluto testare da vicino se fosse davvero così forte: arrivato al Monaco nel 1988, vi è rimasto fino al 1992 prima di passare al Paris Saint-Germain e continuare a collezionare successi, tra cui la vittoria del campionato francese nel 1994.
A maggio del 1995 arriva la grande svolta: il Milan lo acquista per 11 miliardi di lire. Con la maglia rossonera la carriera di Weah cambia per sempre. A dicembre dello stesso anno diventa il primo giocatore non europeo nella storia a vincere il Pallone d’Oro, celebrato sul prato di San Siro non più solo come il re dell’Africa, ma come il più forte al mondo. L’esperienza rossonera ha fruttato solo due scudetti (nel 1996 e nel 1999), ma l’impatto mediatico di Weah sulla Serie A e sul calcio europeo degli anni ’90 è stato devastante, posizionandolo come l’apripista per tutti i grandi campioni africani poi affermatisi nel nostro continente.
Conclusa l’avventura al Milan, Weah ha vissuto brevi parentesi in Premier League, prima al Chelsea e poi al Manchester City, squadre lontane parente delle corazzate attuali, dimostrandosi un precursore anche nella scelta di chiudere la carriera negli Emirati Arabi Uniti. Dopo una stagione al Marsiglia, ha infatti appeso gli scarpini al chiodo al termine dell’esperienza con l’Al-Jazira. A quel punto ha deciso di dedicarsi alla politica, puntando subito al vertice: la presidenza della Liberia. Dopo le candidature del 2005 e del 2011, nel 2017 è riuscito a coronare il sogno, rimanendo in carica come Capo di Stato dal 2018 al 2024. Nonostante le promesse di contrastare la povertà e la corruzione abbiano portato a risultati complessi, sul campo da gioco Weah è stato capace come pochissimi altri di realizzare cose semplicemente impossibili per chiunque altro.
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