Il Milan si prepara a un derby decisivo che promette emozioni, tensione, sorprese capaci di cambiare la stagione rossonera
La settimana che si apre è quella che a Milano viene semplicemente definita “la settimana”. Quella che porta al Derby della Madonnina, alla partita che sposta equilibri, umori e discussioni ben oltre i 90 minuti. Domenica 23 novembre 2025, ore 20:45, San Siro sarà il teatro di Inter-Milan, scontro diretto tra prima e terza forza del campionato, separate da appena due punti. Una sfida che arriva dopo un’estate di cambiamenti radicali per entrambe: l’Inter ha conservato l’ossatura costruita negli anni da Simone Inzaghi, affidandola alla guida fresca di Cristian Chivu, mentre il Milan ha rivoluzionato il proprio mondo scegliendo un nuovo direttore sportivo e soprattutto Massimiliano Allegri, nome che dodici mesi fa sembrava lontanissimo dalle idee della dirigenza rossonera.
L’ottavo posto della passata stagione e un’annata considerata da molti ai limiti dell’imbarazzante hanno però costretto a rimettere in discussione ogni convinzione. Oggi il Milan ha ritrovato credibilità, solidità e un’identità riconoscibile: Allegri è riuscito a riportare ordine in uno spogliatoio che con Fonseca e Conceição aveva smarrito coesione e fiducia.
Il derby arriva in un momento in cui entrambe le squadre possono dirsi soddisfatte, seppur con percorsi diversi. L’Inter comanda il campionato insieme alla Roma mentre il Milan resta pienamente agganciato alle prime posizioni pur pagando qualche inciampo con Cremonese, Pisa e Parma. Le squadre di Chivu e Allegri hanno pregi e limiti quasi speculari: i nerazzurri faticano nei big match ma fanno filotto contro le piccole, i rossoneri si esaltano nelle sfide di vertice ma spesso inciampano quando devono fare la corsa da favoriti. In Europa, inoltre, il percorso dell’Inter è finora impeccabile, con quattro vittorie su quattro, undici reti segnate e una sola subita mentre il Milan, privo delle coppe, ha potuto concentrare tutte le energie sul lavoro quotidiano a Milanello.
Le mosse di Massimiliano Allegri
Sul piano tattico, resta grande curiosità su come Allegri deciderà di impostare la partita. La scorsa stagione, dopo anni di complessi nella stracittadina, il Milan era tornato competitivo grazie al 4-2-3-1 offensivo di Fonseca, che con la pressione alta di Pulisic, Morata, Abraham e Leao aveva ribaltato l’inerzia dei derby, portando tre vittorie e due pareggi. Allegri dovrà scegliere se restare fedele al 3-5-2 o proporre una soluzione più aggressiva. La gara di Parma ha lasciato insoddisfazione dentro l’ambiente rossonero, e il derby rappresenta il contesto ideale per rilanciare una squadra che, con il rientro quasi totale dell’asset titolare, può mostrare un volto più brillante.
Il tecnico livornese sta studiando da giorni come sfruttare l’Inter di Chivu, che ha alzato ulteriormente le linee di pressione rispetto al passato: attirare i nerazzurri per poi colpirli negli spazi potrebbe essere una delle direttrici tattiche per esaltare la velocità di Leao, Pulisic, Saelemaekers e Rabiot. Resta però il rischio di abbassarsi troppo contro una squadra che ha molte giocate codificate sulle fasce e porta sistematicamente tanti uomini in area. Il principale nodo da sciogliere riguarda la fascia sinistra: Estupiñan non ha convinto nelle ultime uscite, mentre Bartesaghi si è messo in mostra con prestazioni autorevoli in Under 21. La decisione finale spetterà, come sempre, ad Allegri.
Il derby non deciderà il campionato a novembre ma sarà un passaggio importantissimo, un indicatore del percorso di crescita del Milan.
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