Il Milan conquista il derby di Milano grazie al gol dell’inatteso Estupiñán ma il vero trionfatore resta Massimiliano Allegri
Il cielo sopra Milano è di rossonero. Il Milan si prende il derby della Madonnina con una vittoria pesante, costruita con intelligenza, organizzazione e la mano di Massimiliano Allegri.
È stata una serata in cui il protagonista non era necessariamente quello che tutti si aspettavano. Se Davide Bartesaghi fosse stato al meglio, probabilmente sarebbe partito lui titolare sulla fascia sinistra, ruolo che ormai occupa stabilmente da mesi. Ma un risentimento muscolare accusato in settimana ha costretto il giovane terzino a fermarsi, aprendo così la porta a Pervis Estupiñán. E proprio il terzino sudamericano, quasi a sorpresa, è diventato l’uomo simbolo del derby.
Il suo gol ha deciso la partita e ha regalato al Milan una vittoria che pesa tantissimo, non solo per la classifica ma anche per il morale. Un gol che per lui ha un significato speciale, come ha raccontato nel post-partita: il più importante della sua carriera. Arrivato la scorsa estate dal Brighton con grandi aspettative, Estupiñán aveva iniziato la stagione tra difficoltà e prestazioni altalenanti, finendo gradualmente dietro nelle gerarchie proprio per l’esplosione di Bartesaghi. Ma il calcio, come spesso accade, sa regalare seconde occasioni. E ieri sera Estupiñán l’ha colta nel modo migliore possibile.
La cosa più interessante, però, è che quella rete non è stata affatto casuale. Dopo la partita lo stesso esterno rossonero ha raccontato come quel movimento fosse stato provato più volte durante la settimana a Milanello, su indicazione diretta di Allegri. Il tecnico gli aveva chiesto di attaccare quello spazio con decisione, e nel momento decisivo il terzino ha fatto esattamente ciò che era stato preparato in allenamento.
È anche questo il segreto della vittoria del Milan.
Il derby ha mostrato ancora una volta la gestione quasi chirurgica della partita da parte di Allegri. I rossoneri hanno giocato con ordine, senza concedere troppo all’Inter e colpendo nel momento giusto. I nerazzurri hanno provato ad alzare il ritmo nel finale, ma la squadra rossonera è rimasta compatta, lucida e sempre pronta a ripartire.
Tra i protagonisti della serata c’è stato anche Youssouf Fofana, autore dell’assist decisivo. Un giocatore spesso criticato in questa stagione ma che nel derby ha dimostrato la sua utilità nel lavoro sporco e negli equilibri della squadra. In fondo è anche questo il messaggio lasciato dal 245° derby della Madonnina: nel calcio contano i dettagli, il lavoro quotidiano e soprattutto la guida dalla panchina.
Allegri lo ha dimostrato ancora una volta. Un allenatore che ha vinto sette scudetti difficilmente può essere ridotto alle caricature di certe narrazioni moderne. In partite come queste emergono esperienza, gestione dei momenti e capacità di leggere la gara. E a San Siro, al triplice fischio, la sensazione era chiara. Nel derby più sentito della stagione, l’unico allenatore rimasto davvero in piedi è stato proprio lui che ha vinto col suo marchio di fabbrica, col CORTO MUSO.
E sopra Milano il cielo è rossonero perchè MILANO E’ ROSSONERA!
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