Il commissario UE Glenn Micallef critica l’ipotesi di portare Milan-Como in Australia e altre partite fuori dall’Europa.
Le parole di Glenn Micallef hanno acceso un dibattito che va oltre la semplice partita Milan-Como. Il commissario europeo ha sottolineato come la decisione di esportare incontri di campionato sia il riflesso di un modello calcistico sempre più orientato al profitto e sempre meno legato alle comunità locali. Le sue dichiarazioni si inseriscono in un contesto già acceso dalle polemiche sul calendario sovraccarico e sulle nuove competizioni che mettono sotto pressione le leghe nazionali. Micallef ha puntato il dito anche contro il pricing dinamico dei biglietti, che rischia di allontanare i tifosi dagli stadi. In questo scenario, la sostenibilità del calcio diventa un tema centrale, non solo dal punto di vista economico ma anche sociale. Il messaggio è chiaro: riportare il calcio vicino ai suoi valori originari.
Il rischio concreto è che la ricerca di nuovi mercati finisca per impoverire il rapporto tra squadre e territorio. Molti tifosi temono che questa tendenza apra la strada a un futuro in cui le partite diventeranno eventi globali, ma lontani dalle città e dai quartieri che hanno fatto la storia dei club. L’intervento del commissario UE, dunque, vuole richiamare l’attenzione sulla responsabilità delle istituzioni calcistiche. Una riflessione che coinvolge direttamente club, leghe e tifoserie.
UE contro il calcio “esportato”: il monito di Micallef su Milan-Como e Liga
Secondo fonti vicine alla Lega Serie A, l’ipotesi di giocare Milan-Como a Perth era nata da un accordo commerciale con partner australiani interessati a promuovere il brand del calcio italiano. Un progetto simile era già stato tentato anni fa con la Supercoppa Italiana, disputata più volte all’estero, ma in questo caso l’opposizione delle istituzioni europee è molto più forte. La Liga, parallelamente, aveva valutato Miami come sede per Villarreal-Barcellona, trovando però ostacoli legali negli Stati Uniti. Le dichiarazioni di Micallef arrivano in un momento in cui UEFA e FIFA stanno discutendo di ulteriori tornei internazionali, aumentando il rischio di saturazione del calendario. Per i club coinvolti, la questione non riguarda solo il prestigio, ma anche la sostenibilità economica a lungo termine. Una partita che si gioca dentro e fuori dal campo, tra interessi commerciali e il peso della tradizione.
Dubbi dal commissario UE sulla sfida tra Milan e Como: la situazione
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