Alla fine, guardando il quadro complessivo, la sensazione è che Mateta possa anche non servire. Con questo Nkunku, ritrovato nella continuità e finalmente centrale nel progetto offensivo, il Milan ha già la risposta che cercava davanti. Gol, mobilità, capacità di legare il gioco: ciò che mancava non era un altro nome in attacco, ma stabilità altrove.
La vera necessità del calciomercato invernale 2026 era chiara da tempo: la difesa. Non solo come reparto, ma come identità. Per questo il mercato può essere giudicato quasi sufficiente, perché ha risposto a ciò che davvero serviva. L’arrivo immediato di Füllkrug, voluto e chiuso da Tare con tempismo, ha dato fisicità, esperienza e soluzioni concrete. E il rinnovo di Maignan vale quanto un grande acquisto: blindare il leader silenzioso dello spogliatoio è un segnale forte, tecnico e mentale.
Ora però il mercato deve lasciare spazio al campo. E il campo dice che le prossime tre partite di campionato – Pisa, Como e Cremonese – sono un vero crocevia. Non solo per i punti, ma per costruire fiducia, ritmo e convinzione. Tre gare da vincere con maturità, senza frenesia, per arrivare al derby nella miglior condizione possibile: di classifica, ma soprattutto di testa.
Il Milan non ha bisogno di inseguire altro. Ha bisogno di confermare ciò che ha scelto: solidità, equilibrio e identità. Se lo farà, il resto verrà da sé.
Visualizzazioni: 19

