Rafael Leão e il calo drastico nei dribbling: dai 98 successi del 2022 ai soli 24 di questa stagione. Analizziamo il dato che preoccupano il Milan e il portgoghese.
Un binomio inconfondibile sotto le luci di San Siro dal 2019 ad oggi è sicuramente quello di Rafa Leão con il dribbling, ma che con il passare degli anni è entrato in una parabola discendente difficile da ignorare. Se un tempo il portoghese era il re indiscusso dell’uno contro uno in Serie A, i dati statistici recenti raccontano una realtà molto diversa, evidenziando un Rafa meno esplosivo o, forse, meno propenso a puntare l’uomo.
La caduta libera dei numeri di Leão
Il crollo della produzione offensiva di Leão in termini di superiorità numerica è verticale. Analizzando le ultime cinque stagioni, il numero di dribbling completati è passato da quote da top player mondiale a cifre decisamente più modeste:
- 2021/22: 98 dribbling completati
- 2022/23: 79 dribbling completati
- 2023/24: 77 dribbling completati
- 2024/25: 59 dribbling completati
- 2025/26: 24 dribbling completati
In soli quattro anni, Leão ha visto ridursi drasticamente la sua capacità (o frequenza) di saltare l’avversario, passando dai 98 dribbling dell’anno dello Scudetto ai soli 24 dell’attuale stagione.
Una possibile spiegazione
Il crollo evidente dei dribbling completati coincide con due episodi: dopo l’infortunio nella stagione 2022/2023 contro la Lazio a San Siro prima dell’andata dell’EuroDerby di Champions League contro l’Inter. Da quel momento si è iniziato a vedere un Rafa meno esplosivo e incisivo nell’uno contro uno rispetto alle giocate che aveva dimostrato fino a quel punto.
Il secondo scenario, che porta ai “solo” 24 dribbling completati della stagione in corso, risiede nel suo utilizzo come attaccante nel 3-5-2 di Massimiliano Allegri, in cui non si trova a suo agio e chiaramente lo espone meno sulla fascia sinistra. Oltre a questo, anche nelle poche volte che il portoghese ha giocato sulla sua corsia, lo si è visto faticare nel saltare l’uomo, non per aver perso delle qualità tecniche, ma per una pubalgia che non è stata ancora risolta a dovere, e che magari, chissà, trascina qualche problema da quell’infortunio con la Lazio.
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