Massimiliano Allegri incubo di Pioli? I numeri parlano chiaro e ci si avvicina alla settima giornata con tanta, tantissima curiosità
Massimiliano Allegri e Stefano Pioli sono prossimi allo scontro. I confronti finora sono spietati, a favore del tecnico ex Juventus. La proporzione è figlia di un lungo passato di incroci, ben 23 in totale, che raccontano una storia quasi a senso unico. Solo due le vittorie di Pioli, entrambe alla guida del Milan, contro i 15 successi del tecnico livornese e 6 pareggi. La media punti del mister emiliano contro Allegri è impietosa: appena 0,52 a partita. Numeri che spiegano più di tante parole un rapporto sportivo segnato da un evidente squilibrio tattico e psicologico.
Tra gli allenatori affrontati più volte da Pioli, nessuno gli ha creato più grattacapi di Allegri. Dal primo incrocio nel 2010 — un Milan-Chievo 3-1 — all’ultimo, lo 0-0 dell’aprile 2024 tra Juventus e Milan, il copione è cambiato poco. In mezzo, una lunga serie di partite dove la gestione prudente e cinica dell’ex tecnico bianconero ha quasi sempre prevalso sull’impostazione più propositiva e verticale di Pioli. È una rivalità che, pur senza toni accesi, riflette due filosofie opposte di calcio.
Massimiliano Allegri incubo di Pioli? Partita n°500 in Serie A per invertire la rotta
Domenica, in un San Siro che promette spettacolo, si affronteranno non solo due squadre di tradizione ma anche due dei tecnici più esperti e pagati della Serie A. Allegri, 58 anni e 5,5 milioni di euro netti a stagione, contro Pioli, 59 anni e 3 milioni. Due uomini che rappresentano approcci diversi al mestiere di allenatore: il primo pragmatico, refrattario agli eccessi tattici; il secondo più idealista, votato al gioco di posizione. Milan-Fiorentina sarà quindi anche un confronto di idee e di percorsi professionali.
Il duello arriva in un momento diametralmente opposto per le due squadre. Il Milan vola con dieci punti di vantaggio sui viola, mentre la Fiorentina cerca continuità e fiducia dopo un avvio altalenante. «Allegri non ci ha messi tra le pretendenti alla Champions, ce lo siamo segnati», aveva detto Pioli in estate — una frase che oggi suona già datata. Eppure, il ritorno a San Siro per l’allenatore gigliato, in quella che per cinque stagioni è stata casa sua, rappresenta un crocevia: per il suo orgoglio, per la classifica, e per l’ambizione di colmare un divario che, da anni, sembra incolmabile
Massimiliano Allegri incubo di Pioli? Storia di 23 scontri in Serie A
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