CONFERENZA AMORIM – Finalmente torna il calcio giocato e per il Milan è tempo di iniziare ufficialmente una nuova stagione. La Serie A 2026/27 dei rossoneri prenderà il via allo Stadio Olimpico Grande Torino, contro il Torino guidato dall’ex rossonero Ignazio Abate.
Sarà una prima giornata particolarmente significativa per Ruben Amorim, chiamato a inaugurare ufficialmente la sua esperienza sulla panchina del Milan. Il tecnico portoghese si prepara infatti anche alla sua prima conferenza stampa alla vigilia di una gara ufficiale da allenatore rossonero.
Il Milan arriva all’esordio dopo un’estate caratterizzata da profondi cambiamenti: un nuovo allenatore, diversi nuovi giocatori, una nuova struttura dirigenziale e una proprietà che ha mostrato intenzioni e atteggiamenti differenti rispetto al passato.
Ora, però, è il momento di mettere da parte il mercato e la preparazione estiva. Il primo appuntamento ufficiale della stagione è ormai alle porte e Amorim presenterà alla stampa le sue sensazioni alla vigilia della sfida contro il Torino.
Segui su ACMilanInside.it la conferenza stampa di Ruben Amorim in diretta, con tutte le dichiarazioni del tecnico portoghese e gli aggiornamenti verso il debutto del Milan in Serie A.
Su Abate e sul ritrovare il Milan: “Prima di tutto, buongiorno a tutti. So che Abate ha giocato nel Milan e ha giocato un sacco di partite importante nel nostro club. Sa bene che al Milan bisogna vincere tutte le partite e farà leva su questo. Noi vogliamo vincerle tutte. Non è che dobbiamo vincere, abbiamo bisogno di vincere. Sarà difficile, una partita differente dallo United, è molto difficile giocare in Italia. Abate conosce bene il calcio italiano, io sono agli inizi ma so cosa affronteremo domani. Lui sarà pronto e noi saremo pronti. Sarà una partita bella da guardare, so che vuole un giocare un certo tipo di calcio”
Sull’emozione dell’esordio sulla panchina del Milan: “La pressione per me è sempre la stessa, anche quando giochiamo in amichevole: sono da sempre nervoso, da allenatore sei giudicato ogni giorno. Sono davvero contento di essere qui, ho fiducia nei miei giocatori, sono contento dei miei giocatori. Lavorano duro. Quando un allenatore vede un gruppo di giocatori che diventa squadra allora prende fiducia. Come allenatore ho piena fiducia nella mia rosa. Non vedo l’ora, ma sono anche ansioso: ogni allenatore al mondo deve vincere ogni partita”
Su quanto è cambiato il Milan rispetto la scorsa stagione: “La cosa importante è che dovremo essere il Milan, non il Milan di Amorim o Allegri. Ognuno deve pensare all’interesse comune per il bene della squadra. Dobbiamo pensare da squadra.. Poi proveremo a far vedere una squadra offensiva, che ha tanto possesso palla, una squadra che porta tanti giocatori in area: penso che si vedrà già da domani. Voglio un Milan che difenda bene, come il Milan di Allegri l’anno scorso. Ci sono dei principi che voglio vedere come l’anno scorso, ma per altre cose saremo diversi, come alcuni giocatori in ruoli diversi. Ovviamente domani non vedremo il prodotto finale: abbiamo bisogno di creare una cultura per fare una famiglia, per fare un percorso e diventare un gruppo. Qualche differenza ci sarà già da domani, ma non aspettatevi il prodotto finale già da domani”.
Su chi è la squadra da battere: “L’anno scorso quando ho visto il Milan, ho visto una squadra che contro le big come l’Inter andava veramente bene, mentre calava di concentrazione contro le “piccole”. Per me in questo momento il Torino è la migliore squadra al mondo. Ci serve mentalità, dobbiamo dimostrare tutto in campo. I tifosi si aspettano che battiamo il Torino, io voglio che la mia squadra lo dimostri in campo. L’Inter è la squadra più preparata, con un’identità che parte fin da Simone Inzaghi. Poi c’è Gasperini che conosce tutto del campionato. Poi la velocità, la forza del Como, la loro libertà: loro non hanno la responsabilità. Noi ce l’abbiamo, e può essere pesante per i giocatori. Poi c’è l’Atalanta con Sarri… L’anno scorso abbiamo perso la Champions contro il Cagliari in casa, è un campionato difficile. Per me esiste solo il Torino e Abate. Dovremo vincere col Torino e poi penseremo alla prossima”
Se il Milan punta davvero alla seconda stella: “Il nostro obiettivo è sempre di vincere il campionato. Non so quanto ci metteremo, ma la nostra mentalità deve essere questa perché i tifosi vogliono vincere a prescindere dal contesto. C’è distanza tra noi e l’Inter: dobbiamo essere onesti con i tifosi e con noi stessi, anche se può essere duro constatare la realtà. Poi partiremo tutti dallo stesso numero di punti, possiamo vincere ogni partita e penseremo partita per partita”.
Su che Milan sarà: “La cosa più importante è che il Milan sia una squadra in ogni momento della partita. Se dobbiamo difenderci in area, tutti difenderemo in area. Se dovremo attaccare, attacheremo. Il nostro club, la nostra storia, vuole una squadra che domina la partita, sarà il nostro obiettivo. Dobbiamo fare tutto da squadra. Non so che partita faremo domani, non so se avremo tanto il possesso come contro lo United, ma la cosa più importante è che tutti capiscano cosa c’è da fare per vincere”.
Su Leao: “Rafa in questo momento non è importante. È importante la partita di domani. Non è pronto per giocare, ma è un nostro giocatore. Tutti gli altri sono pronti. Non ho news sui giocatori in uscita. L’importante è vincere domani. Leao non ci sarà domani, vedremo in futuro”.
Su come ha trovato l’organizzazione del Milan: “Fin dal primo momento è che c’è una grande organizzazione. Tutti sono pronti per portare il club nel posto giusto. Ora sta a me e ai giocatori far salire il livello. Tutto il resto c’è. Tutto è ben organizzato. C’è tutto. In questo momento il lavoro del coach e dei giocatori è di riportare il club dove merita.”
Se si aspetta altri acquisti: “Non è la cosa più importante ora. Sento che i giocatori che abbiamo preso sono calciatori costosi ma che hanno grande qualità ma anche grande margine per crescere: è una cosa importante all’inizio del progetto. Dobbiamo diventare una vera squadra, una famiglia. Si cercano qualità tecniche te tutto, ma questa è la cosa più importante, che può nascondere anche tanti difetti. Non è tanto la qualità che conta, ma essere squadra in questo momento. Con le nostre prestazioni dobbiamo dimostrare ai tifosi che vogliamo tornare ad essere una grande squadra. Dobbiamo far vedere questo senso di famiglia, di combattere in ogni momento, in ogni partita. Vincono i migliori giocatori? No, vince la squadra migliore. Dobbiamo capire che giochiamo in un club che porta grandi responsabilità. La cosa più importante in questo momento è di migliorare in quanto squadre”.
Se è più difficile trasmettere ai giocatori il senso di famiglia o cambiarli il modo di giocare: “La cosa positiva è che fin da quando ho iniziato a Milanello il senso di “famiglia”, c’è, è presente in tutti quelli che lavorano qui. E ora lo dobbiamo trasmettere ai giocatori, devono provare questo senso di appartenza. I calciatori stanno capendo come giocare in modo diverso, devono essere coraggiosi. Non so cosa sarà più difficile, dipenderà anche dai risultati: da quello capiremo la velocità con cui le cose cambiano. La cosa che sento qui è che il senso di famiglia è qui ed è presente”.
Su Diego Moreira: “Moreira is quinto, si dice giusto? lo vedo più li però offensivo, questo credo sia il ruolo migliore”
Sul giocatore che lo ha più sorpreso: “Difficile dire chi sia quello che mi ha sorpreso più di tutti. Io amo Cissè ma spero che non ascolti questa conferenza se no poi si gonfia. adoro anche Gabbia, se vuoi vedere qualcuno che rappresenti il Milan devi pensare a Matteo Gabbia”
Sulla presenza più costante di Cardinale: “Penso che sia importante per tutti sentire la responsabilità di essere al Milan. Tutti qui hanno un lavoro che è chiarissimo ed è importante, lui qui parla con tutti con le persone in cucina con gli staff ed è importantissimo che il proprietario pensi a tutto qui nel club ed è importantissimo che lui continui a farlo e la mia responsabilità è di vincere le partite giocando un grandissimo calcio”
Sul modulo e sulla posizione di Chukwueze: “”Dipende dalla mentalità dei giocatori. Spesso la gente guarda male ad un giocatore perché è molto forte dal punto di vista offensivo e quindi pensa che non possa difendere. Difendere non è solo tecnica, ma anche spirito, personalità. E io credo che lui abbia la personalità per fare quel ruolo. Quando difendiamo, difendiamo con tutta la squadra. Sta migliorando. Ovviamente non è un difensore tipico qui in Italia. Capisco la cultura italiana. Il quinto non è un’ala ma più un terzino, ma noi durante la partita vogliamo essere più con la palla che senza palla. E questo è un messaggio che voglio trasmettervi: vogliamo difendere bene. Ma io credo che si difenda bene avendo la palla. Se non avremo il possesso non importa se abbiamo 10 difensori, avremo problemi. Per me è importante avere giocatori che permettano di avere il possesso e il controllo del gioco. E Chukwueze è veramente bravo in questo. E ha dimostrato contro lo United di poter difendere anche piuttosto bene”.

