Milan, Ambrosini: “Con Allegri torna l’ambizione. È la scelta giusta per riportare il Milan in alto”
L’ex capitano rossonero, oggi opinionista per DAZN, ha vissuto da protagonista il primo ciclo di Allegri a Milanello. Ora applaude il suo ritorno in una intervista alla Gazzetta dello Sport: “Porterà responsabilità, equilibrio e voglia di eccellere. Al Milan questo mancava”.
Il primo Allegri? «Spontaneo ma con personalità»
Nel luglio del 2010, quando Massimiliano Allegri varcò per la prima volta i cancelli di Milanello, Massimo Ambrosini era ancora il capitano del Milan. Oggi, 15 anni dopo, ne parla con rispetto e convinzione:
“Era entusiasta, ma non invadente. Si è integrato nello spogliatoio con naturalezza, senza forzature. E ha subito mostrato una forte personalità”.
Una qualità che si rivelò decisiva in una stagione poi culminata con lo Scudetto. Un gruppo di stelle da gestire, e lui riuscì a trovare l’equilibrio giusto.

“Con Ibra vinciamo, ma Max restò glaciale. Io avevo i brividi…”
Ambrosini ricorda un episodio preciso:
“Quando uscì la notizia dell’arrivo di Ibrahimovic sulla Gazzetta, portai il giornale a Max e gli chiesi se fosse vero. Lui rispose: ‘Sì’, con la sua solita calma. Io invece ero elettrizzato…”.
Quell’equilibrio e quella freddezza furono il suo marchio. E lo aiutarono a tenere unito uno spogliatoio ricco di personalità forti come Seedorf, Boateng, Robinho, Ibra e Cassano.
“Il Milan ha smarrito l’ambizione. Con Allegri tornerà”
Ambrosini non ha dubbi: il ritorno di Max è la decisione giusta.
“Il Milan aveva perso la fame, l’ambizione di eccellere. Non si può vincere sempre, ma bisogna provarci sempre. E con Allegri tornerà questa ossessione”.
Una dichiarazione forte, che evidenzia il bisogno di mentalità più che di nomi.
“Il Milan ha bisogno di senso di responsabilità. Max sa cosa significa vincere e sa come trasmetterlo. Per questo è l’uomo giusto”.
“Niente coppe? È un vantaggio, ma serve costruire”
Ambrosini non si nasconde dietro frasi fatte, ma ne sottolinea una semplice verità:
“Dire che senza coppe europee si ha un vantaggio è banale, ma reale. Il Milan può concentrarsi sul campionato, come ha fatto il Napoli con Conte”.
Ma aggiunge: “Due mesi di mercato davanti rendono ogni previsione prematura. Però bisogna ripartire con idee chiare e fame”.
“Tare? Uomo di campo, non vende fumo”
Oltre ad Allegri, anche l’arrivo di Igli Tare come direttore sportivo è visto con favore:
“Conosce il calcio, ha esperienza, è concreto. Serve gente che lavori sul campo e non faccia solo dichiarazioni”.
Ricci e Modric: regia presente e futura?
Ambrosini ha un occhio anche sul mercato:
“Samuele Ricci ha geometrie, è un ragazzo serio e con volontà. In un centrocampo con due mezzali creative può diventare il regista ideale”.
E su Luka Modric, sogno suggestivo?
“Con Max potrebbe anche fare il regista, ma io me lo immagino mezzala sinistra. Allegri cerca qualità lì. E lui ne ha ancora da vendere”.
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