Verso la finale: questo è il momento di essere Milan
Ci siamo.
Non è una partita. Non è una data.
È una finale. È il Milan.
E quando arriva una finale, cambia tutto: il respiro, l’attesa, la città.
Questa è la settimana che ti svegli già col cuore in gola. E lo stomaco non ti regge perché sai che mercoledì sera, alle 21, ti giochi l’onore, la coppa, la pelle.
Giménez, il riscatto passa da qui
E poi c’è lui.
Santiago Giménez, il ragazzo che sembrava ai margini, quello che tanti davano per finito prima di cominciare.
Adesso è lì, in prima linea, pronto a guidare l’attacco in una finale.
Non so voi, ma io certe cose me le segno.
Perché quando un attaccante si guadagna il campo così, vuol dire che ha fame. Vuol dire che è Milan.
Un Milan offensivo, affamato, vivo
Conceição lo ha capito. E ha disegnato una squadra che non si nasconde.
Con Theo a sinistra, Jiménez largo a destra, Leão e Pulisic liberi di creare.
E al centro, il nove vero: Giménez.
Questa è una squadra che ha deciso di giocarsela per vincere, non per difendersi.
Modulo? 3-4-3. Ma soprattutto: uomini con coraggio.
Le scelte parlano chiaro
Questa è la probabile formazione:
Portiere: Maignan
Difesa a 3: Tomori – Pavlović – Gabbia
Centrocampo: Fofana, Reijnders, Theo (sx), Jiménez (dx)
Attacco: Leão – Pulisic – Giménez
Non c’è più tempo per calcoli. Ora si fa la storia.
Conclusione – O adesso o mai più
Il Bologna è forte, ha entusiasmo, ha Orsolini. Ma noi abbiamo il Milan.
E se martedì scendiamo in campo da Milan, quella coppa torna a casa.
Io ci credo. Io ci sarò. E so che anche voi non riuscite a pensare ad altro.
Perché una finale è una promessa. E il Milan non tradisce.

