Il Milan non riesce a dimenticare Olivier Giroud
Ricordi nostalgici riaffiorano nella mente del Milan e dei suoi tifosi che stanno ancora aspettando un degno sostituto di Olivier Giroud.
Il Milan non vince perché in fase difensiva sono tanti gli errori che permettono agli avversari di andare in porta. Ma per vincere bisogna anche segnare e se a fare gol non è la punta, non bisogna sempre sperare in una magia di Pulisic, Leao o di un inserimento di Reijnders.
Ultimamente i rossoneri non hanno ancora trovato qualcuno al centro dell’attacco che possa essere definito una vera e propria macchina da gol. Fino alla scorsa stagione però c’era un certo Olivier Giroud che, con i suoi 37 anni, è riuscito a regalare ai tifosi milanisti gioie che non si dimenticano facilmente.
L’attaccante francese è arrivato a Milanello nell’estate del 2021. Un acquisto che a molti ha fatto storcere il naso a causa dell’età. Eppure Oli non ha mai dato segnali che i suoi anni potessero rappresentare un ostacolo per farlo scendere in campo e fare quello che sa fare meglio: segnare.
Le tre stagioni trascorse con la maglia del Diavolo hanno lasciato un’impronta incancellabile di Giroud. Sono bastate 130 partite giocate, 48 gol, 20 assist e uno scudetto cucito sul petto per farlo entrare nel cuore dei tifosi.
Olly, così come lo chiamano i tifosi rossoneri, è l’esempio che il vino più invecchia e più è buono. Gli anni di gavetta sono serviti per fargli irrobustire le spalle e farlo diventare il calciatore che è stato al Milan. Indimenticabile la doppietta, con tanto di rovesciata, nel derby contro l’Inter vinto in rimonta del 5 febbraio 2022. Una rete entrata nella storia del Diavolo tanto da rendere celebre il coro della Surva Sud “Si è girato Giroud”.
Milan, Morata e Abraham imparate da Giroud!
Giroud in estate ha salutato il Milan per trasferirsi in America. La dirigenza rossonera lo ha sostituito con due rinforzi: Alvaro Morata e Tammy Abraham.
Nessuno dei due però finora è stato d’aiuto all’attacco del Diavolo. Lo spagnolo non è mai stato un goleador, però il fiuto da gol e il senso della porta non sono mai mancati. Il fatto è che ad oggi Alvaro ha messo a referto soltanto cinque reti. Come il collega francese, anche l’ex Atletico cerca di aiutare in compagni nelle incursioni avversari e per questo arretra fino in mediana per cercare di recupera palla. La differenze sostanziale tra i due riguarda la presenza in area. Alvaro non riesce a coprire l’area di rigore lasciando un buco che nessuno va a coprire e i dati dei passaggi in area avversaria a partita parlano chiaro: 43 per lo spagnolo, 170 per il francese. Numeri che dimostrano come Alvaro giochi troppo lontano dalla porta.
Situazione meno confortante se si parla di Tammy Abraham, peggiore in campo contro la Juventus nella sfida di ieri sera. Chiamato a sostituire lo squalificato Morata, l’inglese non è mai andato vicino al gol contro i bianconeri con zero tiri effettuati. Prestazione negativa per l’attaccante della Roma che da quando è al Milan ha segnato solo due reti.
Tra Morata e Abraham sono sette le reti totali del Milan e il confronto con gli attaccanti delle altre squadre del campionato è preoccupante. Basta vedere la top3 con Retegui (Atalanta) a quota 14, Thuram (Inter) 12 e Kean (Fiorentina) 11.
LEGGI ANCHE: Milan, pagelle horror contro la Juventus. Ecco chi si salva

