Milan-Como con ogni probabilità si giocherà a Perth, ben oltre i confini Nazionali. Tanti contrari ma poche voci alte. Invece in Spagna…
La decisione di portare il calcio spagnolo oltreoceano ha scatenato una vera e propria bufera tra i giocatori della Liga. La AFE, il sindacato dei calciatori, ha annunciato una protesta simbolica in tutte le partite della nona giornata: al fischio d’inizio, i giocatori resteranno immobili per alcuni secondi in segno di dissenso. Il caso è esploso dopo l’ufficialità della gara tra Villarreal e Barcellona, prevista per il 21 dicembre a Miami, in Florida, una scelta vista come un passo verso la mercificazione estrema del calcio. L’anticipo tra Real Oviedo ed Espanyol ha già dato un’anteprima della tensione: il gioco è iniziato in ritardo e il gesto dei calciatori è stato oscurato dalle televisioni. Un chiaro segnale di frattura tra chi scende in campo e chi decide dall’alto.
La polemica spagnola trova eco anche in Italia, dove la Serie A osserva con attenzione la situazione. Non è un mistero che la Lega stia valutando di organizzare un match di campionato in Australia, con il Milan e il Como come protagonisti, nel mese di febbraio. Un’idea che, come in Spagna, solleva interrogativi sulla tutela dei giocatori, l’equità sportiva e il rispetto dei tifosi locali. Se da un lato la globalizzazione promette nuovi mercati e visibilità, dall’altro rischia di allontanare il calcio dalle sue radici popolari. La protesta dei calciatori spagnoli potrebbe dunque diventare il simbolo di una battaglia più ampia, che coinvolge tutto il calcio europeo.
Milan-Como in Australia? 20 secondi di partita in meno valgono 90 minuti di applausi
La protesta dell’AFE è tanto semplice quanto potente: calcio d’inizio, calciatori fermi, per 15 o 20 secondi. Questo quanto basta per lanciare un messaggio chiaro e tondo: il calcio per noi (per voi non lo sappiamo) è dei tifosi. Nel comunicato rilasciato dal sindacato dei calciatori spagnoli leggiamo: “L’Associazione dei Calciatori Spagnoli (AFE), con il sostegno dei capitani della Prima Divisione, annuncia che, durante tutte le partite corrispondenti alla nona giornata del Campionato Nazionale di Liga di Prima Divisione di Spagna, all’inizio di ogni incontro, i calciatori realizzeranno una protesta simbolica come forma di rivendicazione per la mancanza di trasparenza, dialogo e coerenza da parte della LALIGA in merito alla possibilità di disputare una partita del campionato negli Stati Uniti.“
Insomma, mancanza di chiarezza, poca trasparenza e soprattutto un evidente boicottaggio di chi si oppone all’idea di spostare i match di campionato dai confini nazionali. Parlando in maniera concreta: nessuno ci fraintenda, ma qui in Italia vige la regola Finché non tocca a me, poco importa. Nella penisola iberica l’opposizione è stata generale, mentre nel caso di Milan-Como c’è stata l’indignazione (seppur convinta) di pochi protagonisti tra Milan e Como. La Spagna in questo caso ha dato un concreto esempio della vicinanza di tutti i calciatori e di tutti i tifosi, di un solo grande popolo.
Forse qui da noi, si pensa di più a quanto convenga una trasferta così lunga di due squadre avversarie o a quanto sia alto il guadagno. Insomma, un pò di (non sano) egoismo.
Milan-Como in Australia? Intanto in Spagna protestano e danno l’esempio

