Solo due mesi fa Sergio Conceiçao festeggiava con il sigaro in bocca la vittoria del Milan in Supercoppa dopo una strepitosa rimonta sull’Inter. L’ex Porto, sbarcato pochi giorni prima a Milanello dopo l’esonero di Paulo Fonseca, non poteva chiedere di meglio per iniziare la sua avventura in rossonero.
E così è festa negli spogliatoi, si balla, si canta, Conceiçao fuma il sigaro come fanno i campioni della pallacanestro in NBA (usanza ormai diffusa anche nel mondo del calcio). Le immagini diventano virali su Internet e i tifosi impazzisco. La classifica in campionato dà speranza alla rimonta e in Champions il Milan può ancora giocarsi l’accesso agli ottavi saltando i playoff.
EFFETTO ARABIA SVANITO TROPPO VELOCEMENTE
L’entusiasmo però dura poco e con il rientro in Italia si torna alla realtà, come se quello accaduto in Arabia fosse solo uno di quei sogni che quando ti svegli al mattino hai già dimenticato. Il primo segnale d’allarme arriva contro il Cagliari, alla prima di Conceiçao a San Siro da tecnico dei rossoneri. Risultato: 1-1. Dopo il pareggio contro i sardi, la settimana dopo arriva la prima sconfitta dell’era Conceiçao. La Juventus, battuta recentemente in Semifinale di Supercoppa, annienta il Diavolo per 2-0. Arrivano anche le vittorie contro Como, Girona e Parma, ma sono tre punti sempre conquistati a fatica.
Proprio contro gli emiliani, mentre la squadra festeggia il successo, si arriva addirittura alla scontro tra Conceiçao e Calabria, separati solo grazie all’intervento dello staff tecnico e di alcuni compagni. I due si giustificano dicendo che si tratta solo di incomprensioni, ma l’evento indica che all’interno dello spogliatoio qualcosa si è rotto e la serenità è venuta già a mancare.

ADDIO CHAMPIONS
Poi il disastro. Il Milan fallisce miseramente a Zagabria e spreca l’occasione di qualificarsi direttamente agli ottavi di Champions. Con il mercato di riparazione, il club decide di portare nuovi rinforzi alla rosa con gli arrivi di Walker, Gimenez, Joao Félix (oltre a Sottil e Bondo).
Al debutto contro la Roma in Coppa Italia, il messicano e il portoghese generano quell’entusiasmo andato perduto e con il Feyenoord alle porte (gara valida per i playoff di Champions) si riaccende la speranza. Il doppio confronto con gli olandese però si rivela fatale per i rossoneri che devono salutare la competizione europea. Determinanti sono state la papera di Maignan all’andata e la folle espulsione di Theo Hernández al ritorno.
La delusione fa sprofondare il Milan in uno di quei vortici capaci di risucchiare le barche sul fondo dell’oceano. Il Diavolo perde tre volte di fila in campionato (Torino, Bologna e Lazio). Domani i rossoneri affronteranno in trasferta il Lecce e intanto Conceiçao sta cercando la chiave per far ripartire la giostra. Se il meccanismo si rivelerà rotto, sarà necessario cambiarlo e la dirigenza potrebbe chiedere a qualcun altro di farlo…
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