Milan, da George Weah a Luka Modric, il croato ha scelto di indossare la maglia numero 14. Ecco la storia della 14 rossonera
È ufficialmente il giorno di Luka Modrić al Milan. Dopo settimane di trattative e attesa, il centrocampista croato ha iniziato la sua avventura italiana, completando tutte le tappe previste: visite mediche, idoneità sportiva e firma del contratto presso Casa Milan. Questo si tratta di un innesto di assoluto prestigio, che segna non solo un grande colpo di mercato, ma anche una chiara dichiarazione d’intenti da parte della società: tornare in alto, con esperienza e mentalità vincente.
Il vincitore del Pallone d’Oro, leggenda del Real Madrid e leader della Croazia, ha scelto la maglia numero 14, un numero che ha saputo raccontare storie importanti nella recente storia rossonera.
Milan, la maglia numero 14 ha un nuovo padrone: Luka Modrić. Ecco i precedenti
L’ultimo a indossare la maglia numero 14 è stato Tijjani Reijnders, protagonista nelle ultime due stagioni con prestazioni brillanti e grande continuità. Si tratta di un’eredità non banale. Modrić ha deciso di raccoglierla dando subito un segnale di rispetto e consapevolezza nei confronti della storia del club.
Questo numero di maglia ha una storia ricca di volti, alcuni indimenticabili e altri meno fortunati, ma tutti parte integrante del racconto rossonero. Di recente è stata indossata da Tijjani Reijnders, autore di ottime prestazioni, e prima di lui da Tiemoué Bakayoko, presente in due diversi periodi. Nel corso degli anni l’hanno vestita anche giocatori come Mati Fernandez, elegante centrocampista cileno, e Michelangelo Albertazzi, cresciuto nel vivaio rossonero.
Tra gli altri, si ricordano Valter Birsa per il suo tiro dalla distanza, Sulley Muntari per grinta e personalità, e giovani promesse come Strasser e Salamon. Hanno fatto parte di questa storia anche Cardacio, Vogel e il difensore croato Šimić. Andando ancora più indietro, troviamo nomi di grande rilievo come Roberto Ayala, George Weah vincitore del Pallone d’Oro e leggenda rossonera, Michael Reiziger e Gianluigi Lentini.
Modrić arriva al Milan per portare ordine, visione di gioco e soprattutto leadership. Il Milan, giovane e talentuoso ma spesso fragile nei momenti cruciali, aveva bisogno di una figura così: in grado di prendere per mano la squadra e dettare i tempi in campo, ma anche di essere guida e modello nello spogliatoio.
Il suo arrivo potrebbe cambiare volto al centrocampo milanista e, soprattutto, alzare l’asticella delle ambizioni. L’obiettivo è chiaro: tornare a lottare per lo Scudetto e competere seriamente in Champions League. Con Luka Modrić numero 14, il Diavolo sogna in grande.
Milan, dalla leggenda George Weah a Luka Modrić: la storia della 14 rossonera
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