Milan di Allegri, tra clima ritrovato e gol da inventare: il punto di Franco Ordine
Milanello cambia volto: “Adesso si respira fiducia”
«Adesso che Allegri e i suoi si son messi al lavoro, possiamo cominciare a fare qualche ragionamento sul prossimo Milan». Così Franco Ordine nel suo editoriale su Milannews apre la sua riflessione sull’inizio dell’era Allegri a Milanello. La sensazione più forte? Un cambio d’atmosfera: «Il clima a Milanello è marcatamente diverso da quello dello scorso anno».
L’epoca dei dubbi e delle divisioni su Fonseca e sul ruolo di Ibrahimović sembra già archiviata. «Lo scetticismo col quale furono accolti i distinguo di Ibra su Conte e la scelta di Fonseca… è stato soppiantato da marcata fiducia nell’esperienza di Max Allegri e nella competenza di Igli Tare». Due figure che, secondo Ordine, «sono fondamentali, come dimostrano le disavventure rossonere dei due anni precedenti e gli affanni della Juve recentissima».
Quote basse, obiettivi da costruire
Ordine mette subito in chiaro che non è il caso di farsi illusioni sullo scudetto: «Ho dato un’occhiata ai pronostici delle agenzie di scommesse e ho notato che il Milan è nelle retrovie, come è logico che sia al momento».
Il Napoli, secondo lui, parte favorito, seguito dall’Inter. E il motivo è semplice: «Allegri può e deve portare disciplina, equilibrio tattico, senso di appartenenza… ma non ha ancora la capacità di moltiplicare i gol e i punti che mancano all’appello per recuperare il distacco dalla testa del campionato scorso».
“Niente paragoni con il 2010: allora arrivarono Ibra, Robinho, Cassano…”
Chi spera in un remake del primo Allegri rossonero, quello del 2010-11, secondo Ordine sta sbagliando metro di paragone:
«Ricordo con assoluta facilità che dal mercato di quell’estate Adriano Galliani tornò con in dono Ibra e Robinho tra gli altri, avendo già in squadra Ronaldinho e Pato. E successivamente, a gennaio, arrivarono Cassano e van Bommel». Era un Milan già di altissimo profilo. Oggi la situazione è diversa.
Addii pesanti: 14 gol da rimpiazzare
«Al momento, in rosa ci sono Modric e Ricci mentre sono partiti Reijnders e Theo Hernandez», sottolinea Ordine, con toni preoccupati. Un dato non banale: «Insieme, le due cessioni hanno fatturato 14 gol in campionato (10 l’olandese, 4 il francese) e andarli a recuperare non sarà così semplice».
Il Milan segue Jashari, ma anche qui lo scenario è noto: «Il Brugge continua a fare flanella secondo una tecnica collaudata, già segnalata ai tempi di Maldini e Massara con CDK». Tradotto: tempi lunghi e pochi affari facili.
Una rosa ancora incompleta
Per Ordine, Allegri ha tanto lavoro da fare: «Non dovrà solo garantire un maggior equilibrio all’intero team, potenziare la tenuta stagna della difesa, ma provare da qualche parte a tirare fuori quei gol che sono partiti». Un’impresa complicata, visto che la rosa «dev’essere ancora completata in almeno altri due reparti (terzini e centravanti di scorta)».
Caso Gimenez: Allegri lo valuti dal vivo
Infine, Ordine si sofferma sul caso Santiago Gimenez, su cui circolano voci di cessione:
«Sono tra quelli che non considerano Santi Gimenez un acquisto da rispedire al mittente o comunque da mettere sul mercato». Per il giornalista, il giudizio spetta al nuovo allenatore: «Allegri deve vederlo di persona, deve studiarne le caratteristiche, osservarlo in allenamento prima di esprimere un giudizio attendibile».
Arrivato lo scorso gennaio «nel momento meno utile e soprattutto nella squadra sbagliata», Gimenez – conclude Ordine – «è stato anche condizionato da un piccolo infortunio muscolare che si è trascinato da Rotterdam».
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