Continuiamo con la rubrica il Milan e i suoi club, oggi è il turno del club Egna (BZ): andiamo a scoprirlo insieme.
Decidere di aprire un Milan Club non vuol dire solo seguire il Milan e la passione per il calcio, ma costruire una realtà sociale che opera sotto i colori rosso e nero. Un’opera complessa nella quale si spendono tantissime ore che vengono ripagate con la partecipazione del gruppo.
A volte non accade. Siamo a conoscere il Milan Club Egna e incontriamo il Presidente, Corrado Ciavarella, in un momento non propriamente entusiasmante.
Ho pensato molto se scrivere o meno questo pezzo perché potrebbe creare sconforto, ma credo che sia corretto sapere come vanno le cose e le conseguenze che generano certi tipi di atteggiamenti.
Milan Club Egna – Conosciamoli meglio

Corrado, oramai prossimo a spegnere le 60 candeline, segue attivamente il Milan dall’età di 5 anni, da quando nel chiostro della Basilica di Superga (TO), rifiutò in dono dal frate gestore dello shop interno un vessillo bianconero, per acquistare la sua prima bandiera del Milan.
Negli ultimi 11 anni si è dato molto da fare per fondare e gestire un Club, con lo scopo di portare tifosi rossoneri residenti nella zona e non allo stadio, organizzare eventi e fare in modo di creare un bel gruppo di amici capaci di condividere attimi di gioia e spensieratezza.
Organizzare una partita allo stadio vuol dire impegnare tempo, tanto tempo. Bisogna raccogliere le adesioni ed i soldi, comprare i biglietti, prenotare il mezzo di trasporto con largo anticipo, programmare le soste ed il ristoro durante il viaggio, gestire gli inevitabili imprevisti, controllare che le operazioni di accesso allo stadio avvengano tutte serenamente e poi tornare a casa non lasciando nessuno allo stadio o per strada. Carte su carte, contabilità per ogni partita cercando di segnarsi tutto in modo che non restino non pagate delle quote e quindi evitando di rimetterci soldi, provare a soddisfare le esigenze di tutti e potrei andare avanti molto ancora.
Infondo basta passare qualche ora in un bar e far caso a cosa ordinano per la colazione gli avventori. Caffè “normale”, macchiato caldo, macchiato freddo, cappuccino, cappuccino tiepido o non troppo scuro, con il latte senza lattosio… Questa esperienza l’abbiamo vissuta tutti e tutti possiamo immaginare cosa possa voler dire accontentare 20 o più persone. Impossibile! Non saranno mai tutti felici e in pochissimi hanno la capacità di adattarsi e comprendere le difficoltà oggettive.
Non organizzi le partite allo stadio e ti senti dire che non si fa mai nulla. Organizzi le partite allo stadio e ti senti dire che in quel periodo fa troppo freddo o troppo caldo, che non vale la pena per quella partita perché si gioca contro una squadra di bassa classifica, che questa è bella ma costa troppo, che va bene ma è di domenica e poi no, perché si deve lavorare la mattina seguente…
La stessa storia la si vive con gli eventi: non li organizzi e ti senti accusato di non fare nulla, ti impegni e si presentano i soliti pochi noti e comunque arrivano lamentele sui costi o sul tipo di evento organizzato.
Alla fine quello che conta nei Club non è il numero degli iscritti, ma il numero degli iscritti attivi. Il Presidente e il Direttivo non sono retribuiti con denaro, lo sono con l’entusiasmo di chi partecipa.
Una domanda sorge spontanea “Perché vi iscrivete al Club se poi non partecipate alla vita di club?”. Nessuno è obbligato ad essere iscritto!
Molti seguono il Milan solo quando le cose vanno bene, ma quelli non sono veri milanisti, sono occasionali, come si usa dire dei “tifosi da divano”! Tanti chiedono il biglietto per lo stadio solo per partite contro le “grandi” (per poi lamentarsi dei prezzi), ma il campionato prevede 19 partite in casa e non 2 o 3 e tutte fanno vivere emozioni e alla fine, in caso di vittoria, sempre 3 punti valgono.
Tutti i Milan Club stanno vivendo momenti difficili insieme ad AIMC per il cambiamento della gestione dei biglietti e se aggiungiamo la non partecipazione degli iscritti la somma è presto fatta. Si chiude.
Al momento Corrado ci confida che la tentazione di mollare tutto il prossimo anno è alta e sarebbe un vero peccato perché lui e il suo Milan Club, nonostante la poca partecipazione, sono riusciti ad organizzare attività sociali da loro finanziate rivolte a tutta la popolazione interessata, come corsi di primo soccorso, di prevenzione contro gli infortuni domestici, seminari di naturopatia ed iridologia e molto altro.
Lo dico sempre, il Club è fatto dai soci e non soltanto dal Presidente e dal suo direttivo. Per fare grandi cose e continuare a farle bene, ci vuole l’impegno di tutti!
Sinceramente spero che chiunque legga questo pezzo e sia iscritto ad un Milan Club si possa fare un piccolo esame di coscienza e iniziare a dare di più per il proprio Club e per l’AC Milan.
Corrado tieni duro!
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