Il Milan fatica a segnare: Pulisic e Leao restano a secco, attacco in crisi. Fofana invece può festeggiare il primo gol rossonero
La vittoria era l’unica cosa che contava, e alla fine è arrivata. Tre punti di vitale importanza nella corsa alla Champions League, perché un pareggio avrebbe lasciato strascichi pesanti sia in classifica sia, soprattutto, nella testa della squadra. Eppure, al di là del risultato, restano più ombre che certezze.
La prestazione del Milan ha mostrato limiti evidenti: un primo tempo pieno di incertezze e una gestione del 3-1 tutt’altro che rassicurante. La gara si è riaperta anche per un episodio arbitrale discutibile, un rigore molto simile a quello che in passato aveva già generato polemiche. Un dettaglio che pesa, ma che non può diventare un alibi.
C’è poi un dato che fa riflettere: nessuno dei tre gol porta la firma di un attaccante. Un problema ormai strutturale. Ancora una volta, Niclas Füllkrug ha deluso anche da titolare, confermando le difficoltà già viste nelle ultime settimane. Più interessante, invece, l’impatto di Athekame, che con energia e imprevedibilità ha cambiato il ritmo della partita, candidandosi come possibile risorsa per il futuro. In calo, invece, Alexis Saelemaekers, lontano dalla sua miglior versione.
Il problema attaccanti: numeri e responsabilità

Il tema più evidente resta però quello offensivo. Il digiuno degli attaccanti è ormai allarmante. Rafael Leão, pur tra difficoltà fisiche e tattiche, resta il miglior marcatore della squadra con 10 gol. Un dato che racconta molto.
Dietro di lui, il vuoto:
- Christian Pulisic è a secco da quasi tre mesi e appare in evidente calo negli ultimi metri.
- Füllkrug non segna da settimane e fatica a incidere anche nel gioco.
- Christopher Nkunku alterna giocate di qualità a prestazioni impalpabili.
- Santiago Giménez, rientrato dall’infortunio, resta un’incognita: il suo digiuno in campionato è ormai lunghissimo, anche se condizionato dallo stop.
La sensazione è che il peso offensivo ricada quasi esclusivamente su Leão, spesso bersaglio di critiche sproporzionate rispetto al rendimento dei compagni.
Fofana, il sottovalutato che fa la differenza
In un contesto pieno di difficoltà, spicca invece la crescita di Youssouf Fofana. Il suo primo gol in maglia rossonera è il simbolo di una stagione fatta di sostanza, corsa e sacrificio. Lo cercava da tanto e finalmente è arrivato!
Non sarà il più elegante tecnicamente, ma il suo contributo è fondamentale. Accanto a giocatori come Luka Modrić e Adrien Rabiot, rappresenta un equilibrio prezioso. I numeri lo confermano: 13 assist in 20 mesi, al pari di Leão. Non un dettaglio, ma una prova concreta del suo peso specifico.
Fofana è, probabilmente, il giocatore più sottovalutato della rosa. E in una squadra che cerca ancora identità, la sua continuità è una delle poche certezze.
Il Milan ora è a -6 dall’Inter: una distanza importante, ma non ancora definitiva. Una piccola fiammella resta accesa, anche se flebile.
Chi vivrà, vedrà.
Milan, cercasi gol: da Pulisic a Leao il digiuno fa rumore. Fofana finalmente puo’ festeggiare!
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