Milan, il Diavolo si é fatto trovare nuovamente impreparato sul mercato e ad oggi é ancora senza terzini
Alzi la mano chi non sapasse della cessione di Theo Hernández. La partenza del terzino francese era nota a tutti giá da mesi, certamente non è stato un fulmine a ciel sereno. Anzi, era ampiamente prevedibile. Il club lo sapeva da tempo. Lo sapeva a gennaio, quando l’Al Hilal ha bussato per la prima volta alla porta e lo sapeva quando l’accordo per il rinnovo si era arenato o meglio fatto volutamente arenare. Era giá tutto previsto, come cantava Riccardo Cocciante in una delle sue canzoni piú rappresentative e conosciute. Nonostante ció peró, il Diavolo é riuscito nella difficile impresa di farsi trovare impreparato. Milan: Era giá tutto previsto, da destra a sinistra. Il Diavolo e l’ennesima impreparazione di mercato

Lo sapeva certamente a inizio luglio, quando è stato chiaro a tutti che il giocatore non sarebbe restato un altro anno in rossonero. Eppure, al 15 luglio, il Milan non ha ancora individuato un sostituto all’altezza, né lo ha messo a disposizione di Allegri per la preparazione estiva. La stessa situazione si ripropone sull’altra fascia, dove Emerson Royal è in uscita, Alessandro Florenzi è già un ex, Kyle Walker non è stato riscattato e di nuovi innesti non se ne vedono. È una fotografia impietosa della situazione attuale. il Diavolo si trova senza i due terzini titolari, a campagna abbonamenti già avviata, a stagione già iniziata sul campo, con Max Allegri costretto ad adattare Saelemaekers e Pobega nei ruoli di esterni bassi durante la tournée estiva. Un controsenso sportivo e gestionale.
Le colpe? Mancanza di organizzazione e lungimiranza
La colpa? Di una dirigenza che si fa trovare, ancora una volta, impreparata di fronte all’evidenza. Furlani, Moncada avevano mesi per lavorare a soluzioni pronte, concrete, efficaci. Meno coloevole IglibTare che si é trovare di fronte al fatto compiuto e certamente non puó fare miracoli considerando i paletti imposti dai piani alti. La strategia sembra nuovamente timida, basata su inseguimenti a basso costo, liste infinite di nomi, ma poche certezze reali. Nel calcio moderno, la differenza la fa chi è veloce, deciso, organizzato. Il Milan, invece, pare muoversi a rilento, quasi in attesa che gli eventi lo travolgano. Dopo aver perso Theo, il rischio è di compromettere l’intera fascia sinistra e di iniziare il campionato con una rosa incompleta, squilibrata e in emergenza tecnica. Se si vuole davvero tornare competitivi, servono prontezza, visione e leadership. E finora, il Milan ha dimostrato di avere poco di tutto ciò.
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