Milan, Fabio Capello esalta il 3-0 dei rossoneri sull’Inter. Scopri le sue parole e il legame che ha avuto con il club
Dopo un netto 3-0 inflitto ai nerazzurri, il Milan torna a far parlare di sé — e questa volta in positivo. A commentare la prestazione rossonera è stato anche Fabio Capello, ex allenatore e figura storica del club. Il legame tra Capello e il Milan è profondo: prima da giocatore, poi da tecnico. Ha guidato la squadra in due periodi distinti, dal 1991 al 1996 e brevemente nel 1997-98. Durante il suo primo ciclo, i rossoneri hanno vissuto una delle epoche più gloriose della loro storia. Emblematica la stagione 1993-94, culminata con la straordinaria vittoria per 4-0 sul Barcellona.
Milan, le parole di Fabio Capello sui rossoneri
Le parole di Fabio Capello pronunciate alla Gazzetta dello Sport: “Il calcio è quella cosa strana per cui il Milan, in un’annata che resta estremamente deludente. Riesce a far fuori l’Inter – che è prima in campionato e in semifinale di Champions – dopo averle inflitto la terza sconfitta in cinque derby, senza mai averne perso uno e avendo alzato già la Supercoppa in faccia ai cugini a Riad. Siamo al paradosso dei paradossi. La vittoria di ieri che porta il Diavolo in finale di Coppa Italia è stata chiara, netta, entusiasmante come in ben poche occasioni questa stagione. Certo, nel primo tempo la squadra di Inzaghi sullo 0-0 ha avuto le occasioni per passare in vantaggio. Però nella ripresa ho visto finalmente il Milan giocare da Milan: sicuro, determinato, forte. Mentre l’Inter, come le è capitato anche altre volte, è un po’ sparita.
Ecco, sul valore della Coppa nazionale c’è la solita diatriba: conta poco quando si perde, ma moltissimo quando si vince. Prendiamo il Milan, che adesso avrà la possibilità di alzare il secondo trofeo stagionale, come spesso ha ricordato Conceiçao anche di recente. Bene, che sia chiara una cosa: anche battere il Bologna (o l’Empoli, ma dubito i toscani possano ribaltare al Dall’Ara il risultato dell’andata – 3-0 ndr) a Roma il 14 maggio non salverebbe un’annata in cui non lotti nemmeno per qualificarti in Champions. Poi certo, vincere un trofeo è meglio che non vincerlo, a maggior ragione se è ormai l’unica via per centrare un posto nelle prossime coppe europee. Basterà per confermare Conceiçao in panchina? La domanda secondo me è mal posta: nel lavoro di un allenatore, prima ancora dei risultati in Supercoppa o in Coppa Italia, io mi concentrerei piuttosto sullo spogliatoio, chiedendomi se c’è un percorso comune che può far pensare con ottimismo al futuro. Ma queste sono considerazioni che solo chi è dentro al Milan può fare e non certo io”.
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