Fabio Paratici sarà il nuovo direttore sportivo del Milan , un profilo internazionale che dovrà trovare la quadra a questa brutta situazione
Il Milan fa un passo indietro, tornando alla figura tradizionale del direttore sportivo. Non è un caso che questa decisione sia stata ribadita dallo stesso amministratore delegato Giorgio Furlani, proprio alla vigilia del derby della Madonnina. Si tratta di una figura che è stata assente per due anni e che ora il club considera fondamentale per rilanciare la squadra, che ha sofferto l’addio di Paolo Maldini.
La scelta del Milan è ricaduta su Fabio Paratici, un dirigente esperto in situazioni complesse. Già in passato, quando arrivò alla Juventus, la squadra si trovava in una situazione ben più difficile, segnata dagli strascichi di Calciopoli. Nonostante ciò, Paratici riuscì a trasformarla in una delle realtà più forti d’Europa e d’Italia, con mosse di mercato che si sono rivelate dei veri e propri colpi di genio. Tra i primi affari che dimostrarono il suo acume, ci fu l’acquisto di Andrea Barzagli per soli 500 mila euro, seguito da Andrea Pirlo a parametro zero e poi Paul Pogba e Arturo Vidal per cifre modeste, rispettivamente 0 e 10 milioni. Anche Carlos Tevez fu acquistato per una cifra irrisoria, 9 milioni. Questi giocatori sono stati i pilastri di una Juventus che, grazie a questi colpi, ha dominato il calcio italiano e si è fatta rispettare anche in Europa.
Paratici, il profilo internazionale che serve al Milan
Il profilo di Fabio Paratici ha convinto il Milan soprattutto per la sua visione internazionale e l’esperienza accumulata, in particolare al Tottenham. Durante il suo periodo in Inghilterra, Paratici ha dimostrato di saper fare ottimi affari. Il colpo di mercato più emblematico è rappresentato dall’acquisto di Dejan Kulusevski, un affare che si è rivelato eccellente sotto il profilo qualità-prezzo. Inoltre, è stato capace di costruire squadre competitive per la Champions League e di attrarre un allenatore di calibro internazionale come Antonio Conte, convincendolo ad accettare la sfida con gli Spurs.
Queste caratteristiche hanno pesato decisamente sulla scelta del Milan, che ha optato per Paratici invece di altri profili, tra cui Igli Tare. Sebbene il lavoro del dirigente albanese alla Lazio sia stato ampiamente positivo, Tare non ha mai avuto a che fare con club di alta classifica. Al contrario, Paratici ha dimostrato di saper gestire realtà con grandi ambizioni e di avere una rete internazionale di contatti che gli permette di operare con successo in un mercato globale.
La scelta di Paratici, quindi, risulta legata non solo alla sua esperienza e competenza ma anche alla sua capacità di navigare tra diverse culture calcistiche. Un aspetto che lo rende l’uomo giusto per affrontare la sfida del rilancio del Milan.
Milan, Fabio Paratici è l’uomo giusto?
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