Le dichiarazioni in conferenza stampa del tecnico del Milan Paulo Fonseca alla vigilia della sfida di domenica sera.
E’ vigilia di campionato per il Milan di Paulo Fonseca. I rossoneri sono reduci dal successo contro la Stella Rossa, ma il clima è davvero rovente dopo le dichiarazioni del tecnico nel post gara.
Come già non bastasse l’avvio di stagione altalenante, ci si mettono infortuni e calciatori capricciosi a complicare il tutto.

Le parole in conferenza stampa
“Per me era facile parlare solo della vittoria, domani il Milan fa 125 anni e dobbiamo rispettare le attese di questa storia e per me non era così. Ho già detto alla squadra quello che penso. Ho parlato con i calciatori con cui volevo parlare. Dopo che abbiamo parlato la squadra ha lavorato bene. L’atmosfera è buona, noi siamo una famiglia. Il problema va risolto dentro lo spogliatoio ed è quello che abbiamo fatto. Ho sentito l’appoggio della società. Ho parlato perché è quello che sentivo, ho avuto questa necessità. Il problema non è stato tattico o tecnico, ma di atteggiamento. Non è stato un problema difensivo, la Stella Rossa non ha creato nulla. La squadra è cresciuta dal punto di vista difensivo. A questo livello non possiamo pensare che sia tutto rose e fiori, è sempre così in tutti i grandi club. Non abbiamo delle volte l’ambizione mentale di crescere e delle volte c’è presunzione. Nelle ultime dieci partite dello scorso anno è successo lo stesso, si parlava dell’atteggiamento della squadra. Io sto bene”.
Theo Hernandez? Ho parlato con i giocatori, dicendogli quello che penso. Bisogna andare avanti… Domani vedremo qualche giovane in campo”.
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Su Camarda – “Dobbiamo lasciarlo crescere con equilibrio. Le aspettative e le pressioni non sono buone. E’ giovane, ma equilibrato. Lasciamolo crescere. Devo pensare sempre come e quando utilizzarlo. Non mettiamogli pressioni”.
A chi lo incalza sul ruolo dei dirigenti risponde che non serviva un intervento della dirigenza.
“Io prima ho parlato con la squadra e poi con la società. E’ tutto normale”
Chi sarà capitano domani? “E’ una forma intelligente di chiedere se gioca Theo. Quando sono arrivato il Milan aveva tre capitani. Immagina se io cambio il capitano… mi ammazzano perché avrei cambiato. Ho deciso di rispettare questa scelta. Se sono d’accordo è un’altra cosa”
E gli obbiettivi? – “Dentro di me continuo a credere nello Scudetto, ma dopo Bergamo è più difficile. Io ho già visto il mio Milan, manca la costanza. Non sono un mago, ma è un po’ come le montagne russe. E’ principalmente una questione di atteggiamento. E’ difficile capire questa incostanza mentale della squadra, ma penso sia risolvibile”
Conclude poi su Jimenez –“Lo vedo bene, è un giocatore polivalente. Può giocare sia alto che basso, sia a destra che a sinistra”.

