Al termine di una stagione troppo discontinua, il Milan sembra ancora avere di fronte un futuro poco chiaro che porta il tifoso a stancarsi.
Dopo un periodo di silenzio mediatico, l’Amministratore Delegato del Milan, Giorgio Furlani, è tornato a parlare nel pre-partita di Milan-Bologna, rilasciando dichiarazioni a Sky Sport e DAZN. L’argomento principale è stato la questione del nuovo Direttore Sportivo, una nomina attesa da mesi e che sembra destinata a slittare fino al termine della stagione.
Furlani ha dichiarato a Sky:
“L’ultima volta che mi è stata fatta la domanda sul ds ho risposto che lo stavamo cercando e che il tema non era l’urgenza, ma trovare la persona giusta. Oggi rispondo allo stesso modo. Senza urgenza e non prima della fine della stagione. Se inseriremo una nuova figura sarà la persona giusta. Se stiamo già lavorando sul mercato anche senza il ds? Assolutamente. Il mercato inizia parecchi mesi prima, ci stiamo lavorando da parecchio. Il mercato lo fa la società, non siamo fermi”.
Queste parole sollevano interrogativi sulla programmazione del mercato, sulla gestione dei rinnovi contrattuali e sulla pianificazione della prossima stagione. Inoltre, sorgono dubbi sul ruolo e sull’autonomia decisionale del futuro DS, considerando che “il mercato lo fa la società”.
Milan, futuro incerto? La pazienza dei tifosi è al limite
A DAZN, Furlani ha aggiunto:
“In passato ho detto che stiamo valutando ‘se’ prendere un direttore sportivo, e se lo prendiamo deve essere qualcuno che aggiunga valore e ci aiuti a fare meglio e crescere sportivamente. Sicuramente non è il focus adesso. Il focus è su chiudere bene la stagione e poi vedremo”.
L’AD rossonero ha poi proseguito così: “Continuo a dire che è un ‘se’ lo prenderemo, non voglio parlare di nomi o identikit”.
Dopo mesi di attesa, i tifosi si ritrovano ancora sospesi tra ipotesi e incertezze. Quel continuo “se” ormai suona più come un alibi che come un piano. E mentre la dirigenza temporeggia, l’entusiasmo rischia di trasformarsi in frustrazione.
Il Milan ha bisogno di scelte chiare, di leadership forte e di un progetto sportivo all’altezza della sua storia e del suo glorioso blasone.
Perché se il club continua a rimandare, allora sì: il vero rischio è che il tifoso smetta di credere e si distacchi — e questa sarebbe la sconfitta più grave.
Milan, futuro appeso a un “se”. E se il tifoso si stancasse?
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