Un pareggio che lascia l’amaro in bocca, ma che offre spunti tattici profondi. A San Siro, nell’ultimo atto del girone d’andata, il Milan di Massimiliano Allegri viene fermato sull’1-1 da un Genoa solido e organizzato. Una partita dominata dai rossoneri per volume di gioco, ma viziata da una scarsa precisione negli ultimi sedici metri e dalla “legge dell’ex” che, puntuale, ha colpito ancora.
L’Analisi: Un assedio senza breccia
Se il calcio fosse una questione di punti ai cartellini, il Milan avrebbe vinto per distacco. I numeri del Match Report sono impressionanti: 33 tiri totali contro i soli 6 del Genoa. Un dato che sottolinea una produzione offensiva massiva, supportata da ben 23 passaggi chiave e 12 corner.
Eppure, il tabellino recita un pareggio. La squadra rossonera ha trovato sulla sua strada un Nicola Leali monumentale, capace di disinnescare gran parte delle conclusioni nello specchio (8 totali). Il 3-5-2 di Allegri ha spinto molto sulle corsie, ma ha sofferto la densità centrale creata dal Grifone di De Rossi.
Top Player e Chicche: Il motore di Rafael Leão
L’uomo copertina, nel bene e nel male, è Rafael Leão. Il portoghese ha giocato una partita di totale centralità:
- La curiosità atletica: Leão non è stato solo estro, ma anche polmoni. Ha percorso 10.466 km, di cui il 12% in sprint puro, dimostrando una condizione fisica straripante.
- Precisione chirurgica: Nonostante i rischi presi, ha chiuso con il 92% di passaggi riusciti (36 su 39), una statistica d’élite per un attaccante esterno.
- Presenza: Ha cercato il gol con insistenza (7 tiri totali), trovando la rete del pareggio, ma pagando il nervosismo nel finale con un’ammonizione evitabile in pieno recupero.
Dall’altra parte, il destino si è compiuto con Lorenzo Colombo. Il prodotto del vivaio rossonero ha gelato il suo vecchio stadio al 28′, confermando che il “gol dell’ex” è una delle poche certezze del calcio moderno.
Gestione dei momenti e nervosismo
Il dato che deve far riflettere lo staff tecnico è la gestione dei minuti finali. Nonostante l’assedio, il Milan ha chiuso con un numero elevatissimo di cartellini gialli concentrati nel recupero (Maignan, Tomori, Pavlović e Leão), segno di una lucidità che è venuta a mancare proprio nel momento del massimo sforzo per il sorpasso.
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