La disfatta contro la Lazio accende la crisi del Milan
La pesante sconfitta per 2-1 contro la Lazio è solo l’ultimo capitolo di un periodo nero per il Milan. Una squadra spenta, priva di idee e con una fragilità mentale allarmante. Non si tratta di un semplice passo falso, ma della conferma di un crollo verticale che rischia di compromettere la stagione intera. Il futuro di Sergio Conceição è appeso a un filo, con Mauro Tassotti pronto a prendere il timone fino a giugno.
Una squadra senza anima: problemi tattici e giocatori fuori ruolo
L’undici rossonero sceso in campo all’Olimpico ha mostrato le stesse lacune viste nelle ultime uscite. Difesa distratta, centrocampo senza filtro e attacco sterile. A peggiorare la situazione, alcune scelte tattiche discutibili di Conceição: Yunus Musah, adattato in un ruolo non suo, ha faticato enormemente, tanto da essere sostituito dopo soli 37 minuti. L’americano, pagato 18 milioni di euro nell’estate 2023, non ha mai trovato continuità e sembra l’ennesimo esperimento fallito.
Anche Rafael Leão, che dovrebbe essere il faro della squadra, continua a mostrare un atteggiamento svogliato e poco incisivo nei momenti cruciali. La mancanza di una vera guida tecnica si riflette in campo, con giocatori confusi e incapaci di reagire alle difficoltà.
I pochi che si salvano nel Milan: Pavlović, Walker e Reijnders
Se il Milan ha ancora un barlume di speranza, lo deve ad alcuni singoli che stanno cercando di tenere a galla la squadra. Strahinja Pavlović si sta rivelando una delle poche note positive in difesa, con prestazioni solide e personalità da leader. Il serbo lotta su ogni pallone, mostrando un carattere che manca a troppi suoi compagni, pesa l’espulsione, ma la maglia la suda.
Kyle Walker, nonostante i problemi fisici e una condizione non ancora ottimale, dimostra di essere un punto di riferimento per esperienza e carisma. La sua presenza in campo dà sicurezza, anche se non basta per colmare le lacune di una difesa troppo spesso disattenta.
Tijjani Reijnders, infine, è uno dei pochi centrocampisti a dare un senso alla manovra. Corre, imposta, tenta giocate coraggiose e prova a trascinare la squadra con personalità. Ma senza il supporto di chi gli sta intorno, anche lui finisce per essere una voce isolata in mezzo al caos.
Le prestazioni dei singoli: chi ha deluso di più
Tra i peggiori in campo, spicca la prestazione di Mike Maignan. Il portiere francese ha compiuto un paio di parate importanti nel primo tempo, ma il rigore causato nel finale ha condannato definitivamente il Milan alla sconfitta. Un errore grave per un estremo difensore del suo calibro.
Disastroso anche Juan Jimenez, totalmente fuori fase nel duello con Nuno Tavares. Il terzino destro non è mai riuscito a contenere l’avversario e Conceição ha deciso di sostituirlo all’intervallo con Kyle Walker, che ha garantito maggiore stabilità e lucidità difensiva. Lo stesso discorso vale per Theo Hernandez, sempre più irriconoscibile e lontano dai livelli a cui aveva abituato i tifosi.
A centrocampo, Youssouf Fofana ha tentato di rendersi utile, ma è stato costretto a forzare le giocate senza riuscire a dare ordine alla manovra. Anche Musah ha vissuto una serata da dimenticare, tanto da essere sostituito prima dell’intervallo tra i fischi di San Siro. Il suo sostituto, João Félix, ha avuto una grande occasione nella ripresa ma ha fallito clamorosamente la conclusione.
L’attacco ha offerto qualche segnale di vita con Leao, autore di un assist per Chukwueze, e con lo stesso esterno nigeriano, che ha segnato con un bellissimo colpo di testa. Tuttavia, la prestazione di Gimenez è stata deludente: l’attaccante ha confermato il suo momento difficile, rimanendo completamente fuori dal gioco.
Futuro incerto: Conceição verso l’addio, Tassotti traghettatore?
I rumors sull’esonero di Conceição si fanno sempre più insistenti. La società sta valutando la possibilità di un cambio immediato in panchina, con Mauro Tassotti come principale candidato per traghettare la squadra fino a giugno. L’ex bandiera rossonera, già protagonista in passato di un ruolo simile, potrebbe garantire esperienza e stabilità in un momento delicatissimo.
Conclusione: il Milan può ancora salvarsi?
La situazione è grave, ma non ancora compromessa del tutto. Il Milan deve ritrovare compattezza, rabbia e spirito di sacrificio per evitare che questa stagione si trasformi in un incubo. Servono scelte drastiche, dentro e fuori dal campo.
Se il club non interviene subito con decisioni forti, la caduta potrebbe essere irreversibile.
LEGGI ANCHE: “Caos Milan: la rivolta di San Siro, il DS in bilico e il futuro incerto”

