Milan, Jashari: ‘Infortunio Alle Spalle, Imparo da Modric e Rabiot’
Dall’hotel dei rossoneri a Riad, Ardon Jashari rompe il silenzio e si racconta in un’intervista esclusiva alla Gazzetta dello Sport. Il centrocampista svizzero, arrivato in estate dal Bruges dopo una lunga trattativa condotta da Furlani e Tare, è finalmente pronto a mostrare il suo valore dopo la sfortunata frattura del perone che lo ha tenuto ai box da fine agosto.
Il tunnel dell’infortunio è finito
«Mi sento molto, molto bene. L’infortunio fa parte del passato», esordisce Jashari. Il trauma del 27 agosto, arrivato proprio quando stava entrando nei meccanismi di Allegri, è stato superato grazie al supporto della famiglia a Zug e dello staff medico rossonero: «Tutti al Milan mi hanno fatto sentire importante. Ora la gamba non mi dà più fastidio e voglio solo continuità».
All’università di Modric e Rabiot
Jashari occupa la stessa posizione di Luka Modric, un idolo e un mentore quotidiano a Milanello:
- Su Modric: «Giocare con lui è incredibile. Ha una personalità super e una mentalità vincente. Alla sua età lavora ancora con una disciplina motivante per tutti noi giovani».
- Su Rabiot: «Importantissimo per come legge la partita. Da campioni così puoi solo imparare per diventare un giocatore completo».
🧠 Il rapporto con Allegri
Il feeling con il tecnico livornese è solido. Jashari sa che Max è stato un centrocampista (un numero 10) e questo facilita la comunicazione: «Il mister ci sta sempre vicino, dà fiducia allo spogliatoio. Da uno con la sua esperienza posso imparare moltissimo».
🏆 La sfida al Napoli: «È una finale»
Sulla semifinale di stasera, lo svizzero ha le idee chiare: non sarà come il match vinto a San Siro in campionato.
«In Serie A c’è tempo per rimediare, qui è una gara a eliminazione diretta. Il Napoli è forte, ha vinto lo scorso scudetto, ma noi vogliamo la finale. Dobbiamo godercela e dare il massimo».
📊 I numeri di Jashari e la voglia di Champions
Nonostante il poco spazio dovuto allo stop forzato, Jashari ha già mostrato lampi di classe, come il lancio millimetrico in Coppa Italia contro la Lazio. Il suo obiettivo primario? Riportare il Milan nell’Europa che conta: «La Champions ci manca tanto, è la competizione più bella. Lavoriamo duro per giocarla l’anno prossimo. Scudetto? È presto, pensiamo gara dopo gara».
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