Milan-Juventus, Nasso analizza la sfida: Allegri e la corsa Champions, poi svela quali giocatori ruberebbe al Milan
Buon pomeriggio amici di ACMilanInside, oggi è il giorno di Milan-Juventus: una partita storica del calcio italiano e decisiva per la corsa alla Champions League. In occasione del match abbiamo intervistato Simone Nasso, giornalista di OggiSportNotizie, con cui abbiamo parlato della sfida, della lotta Champions e dei protagonisti della stagione.
🗣️ Che partita ti aspetti?
“Noi qui a Torino conosciamo molto bene Massimiliano Allegri, avendolo avuto per otto anni tra la prima e la seconda esperienza. Sappiamo che è un allenatore che cerca davvero di raggiungere con le unghie e con i denti quelli che sono gli obiettivi prefissati a inizio campionato. Per il Milan un punto domani sarebbe un punto importantissimo in quello che è il raggiungimento dell’obiettivo Champions. Certo si allontanerebbe il Napoli, si allontanerebbe il secondo posto, però sarebbe un punto che ti dà grande sicurezza di partecipare alla prossima Champions League. Anche per la Juventus un punto in quel di San Siro non sarebbe un risultato da buttare, perché la Juventus di Spalletti è riuscita ad accumulare un buon vantaggio sulle inseguitrici Como e Roma e un punto a San Siro non sarebbe da buttare. Detto questo io non credo che Spalletti sia molto d’accordo di andare a San Siro per un pareggio. Spero che non prevalga la paura da parte di entrambe le squadre, la paura di perderla. Mi aspetto in tutti i modi che il Milan proverà a strappare il punto e che proverà anche solo ad addormentare questa partita e una Juventus che invece cercherà di non farglielo fare”.
🗣️ Sei soddisfatto dell’impatto di Spalletti?
“Sono molto soddisfatto del percorso di Luciano Spalletti. La squadra è cresciuta sotto tutti i punti di vista ma soprattutto sono state gettate le basi solide per il futuro, per tornare a competere per traguardi importanti. La Juventus il prossimo anno avrà il dovere di tornare a lottare per lo scudetto. Questo non significa che lo dovrà vincere per forza ma quantomeno arrivare in primavera, marzo-aprile, ancora in corsa e non già fuori dai giochi come è capitato nelle ultime stagioni. In generale, tolta l’ultima annata di Massimiliano Allegri in cui sei arrivato a febbraio a giocarti lo scontro diretto per il campionato, negli altri anni da Pirlo in poi la Juventus non si è mai giocata realmente la possibilità di vincere. Quindi sì, percorso positivo, però non bisogna dimenticarsi una cosa: questa squadra va migliorata. Spalletti ha dato un’identità chiara, ha migliorato gioco e atteggiamento, ma il solo Luciano Spalletti non basta. In questi anni la narrazione ha fatto passare il concetto che basta l’allenatore per tornare vincenti. Non è così: serve anche un mercato perfetto per migliorare la qualità della rosa”.
🗣️ Quale giocatore ruberesti al Milan?
“Luka Modric, che non avrei consentito al Milan di prendere. C’è stata la solita narrazione di chi diceva che è vecchio, ma chi capisce di calcio sa che è un giocatore eterno. È uno dei pochi che riesce ancora a farti innamorare del calcio, vede cose prima degli altri ed è stato fondamentale per il Milan nel salto di qualità rispetto alla stagione precedente. Che siano uno o due anni, è una fortuna avere un giocatore così”
“L’altro è Adrien Rabiot. Alla Juventus ha avuto un percorso particolare: i primi anni difficili, poi gli ultimi due molto buoni. Quest’anno ho rivisto quel livello. È un giocatore capace di cambiare il volto del centrocampo, di dare strappi che oggi alla Juventus mancano. Thuram li ha a tratti, ma Rabiot ha una qualità superiore. Non dico che li cambierei, ma vederli insieme sarebbe interessante. Per me sono stati due protagonisti assoluti della stagione del Milan”.
🗣️ Più fattibile il secondo posto o la Champions?
“Io penso che Milan e Juventus si giocheranno terza e quarta posizione e che nelle prime due non cambierà nulla. L’Inter è ormai lanciata verso lo scudetto e il Napoli chiuderà secondo. Bisogna fare attenzione al Como: per la Juventus una sconfitta a San Siro potrebbe riaprire tutto. Però credo che al Como manchi ancora esperienza. È una squadra in crescita ma non ancora abituata a lottare per certi traguardi, come dimostrano alcune partite. Arrivare quinto sarebbe comunque straordinario, ma non è ancora pronta per competere stabilmente ad altissimi livelli”.
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