Il detto “la classe non è acqua” sembra sposarsi perfettamente col nuovo centrocampo del Milan, e con questa piccola analisi vedremo cosa è cambiato e cosa c’è di nuovo
Diceva qualcuno:”La classe non è acqua!”. Un modo di dire che vuol far intendere che caratteristiche valide come la qualità e lo stile non sono fugaci come l’acqua, ma contrariamente sono elementi innati e duraturi. E cosa c’entra questo col Milan? Beh a giudicare dal centrocampo rossonero, c’entra eccome! Una maestria, una padronanza e un’eleganza come quelle di Luka Modric non si vedevano a Milano da ormai troppi anni: se volessimo farci del male, diremmo dai tempi di Andrea Pirlo, considerando sopratutto la zona di campo interessata. Non che le sue caratteristiche siano una novità, ma un conto è farsele raccontare o sognarle (Inter, ma non lo dovevi comprare tu tempo fa?), un conto invece è ammirare danzare il folletto croato con la maglia rossonera addosso. Ma Modric non è l’unico centrocampista che sta impressionando i tifosi!
Non solo Modric, nel centrocampo del Milan brilla la classe di altri rossoneri
Ora si capisce perchè il conte Max desiderasse ardentemente il ricongiungimento con Adrien Rabiot: intelligenza, qualità, quantità, doti atletiche. Tutto racchiuso in un singolo calciatore che, arrivato a 30 anni, pare aver raggiunto il potenziale che molti vedevamo in lui nei primi passi mossi al Psg. Qualcuno ipotizzava che ci avrebbe impiegato più tempo per entrare nei titolari del centrocampo rossonero, ma nella testa di Allegri il francese lo era non appena arrivo l’ufficialità del suo trasferimento. Neanche il tempo di sbarcare a Milano e subito titolare col Bologna: prestazione solida, di chi sa cosa vuole l’allenatore. A Udine primo assist, quello sul 3-0, e una connessione con Modric che fa sognare.
Milan, la classe non è acqua e il centrocampo rossonero ne ha tanta: l’analisi
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