Milan- Michael Cuomo si è espressa a Radio TV Serie A in merito all’inizio di stagione del Milan e al lavoro di Amorim:
“Nelle ultime due conferenze le mie domande sono state ben accolte: oltre al siparietto sulla formazione, a mio avviso molto simpatico, c’è stato il mio esempio sul Como, citato poi dallo stesso Gerry Cardinale. Credo che oggi nessuno debba vergognarsi di dire che il Como rappresenti un modello, o che Cesc Fàbregas lo sia. Fàbregas è stato premiato come miglior allenatore, votato dai suoi stessi colleghi. Oggi paragonarsi al Como o a Fàbregas non deve essere un’offesa per nessuno, neanche per un club come il Milan che vanta sette Champions League nella propria storia.
Detto questo, ciò che mi è arrivato dai tifosi è una forte tendenza difensiva nei confronti dell’allenatore. Ai sostenitori piace Amorim per le sue idee, prima ancora che per il gioco espresso, e per un modo di comunicare molto diretto e schietto. Di conseguenza, credo che da parte della tifoseria ci sia la pazienza necessaria per aspettare i risultati.
È chiaro però che siamo in Italia, e il Milan per tutti resta sempre il Milan: se si nota che la squadra diventa “vittima” delle idee di un tecnico che sembra posporre l’interesse del gruppo ai propri principi, l’ambiente italiano non tarda a farlo notare. Si sottolinea subito se Pulisic resta fuori ed è un po’ contrariato (anche perché lo fa intendere), o se ci sono giocatori che dovrebbero trovare più spazio perché la Serie A lo richiede. Rabiot, ad esempio, nel nostro campionato è un profilo straordinario: lo si è visto nell’ultima Juve, nel Milan di Allegri e di nuovo domenica sera; è un calciatore straripante per qualità fisiche e tecniche”.
In sintesi, le dichiarazioni evidenziano come l’ambiente rossonero stia vivendo una fase di transizione e attesa, sostenendo Amorim per la sua franchezza e le sue idee tattiche. Tuttavia, la pressione storica del Milan e la natura esigente del calcio italiano impongono dei limiti a questa pazienza: l’allenatore dovrà saper equilibrare la rigidità dei propri principi con la valorizzazione dei singoli talenti e con le reali necessità della squadra.
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