Mister, il Milan ha affrontato molte assenze nelle ultime settimane. Che impatto hanno avuto sulla gestione della squadra?
«Tutte le situazioni che capitano possono essere trasformate in un’opportunità. È così che dobbiamo vederle. Gli infortuni di Pulisic e Rabiot hanno permesso a chi aveva giocato meno di avere spazio, minuto dopo minuto, e finora questi ragazzi hanno portato anche risultati. Spero che sia così anche domani.»
Si è notato spesso un atteggiamento prudente, con una pressione non sempre altissima. È una scelta tattica o c’è margine per migliorare?
«Io sono molto semplice, certi parametri moderni faccio fatica persino a interpretarli. Sicuramente possiamo migliorare nella gestione della palla nella metà campo avversaria: a volte siamo troppo frettolosi e istintivi. Abbiamo giocatori veloci, che amano chiudere l’azione rapidamente, e bisogna rispettarne le caratteristiche. Modric ci può dare una mano importante a leggere meglio i tempi, a capire quando rallentare o accelerare. Anche sulla fase di pressione possiamo crescere, però sempre tenendo conto delle qualità dei ragazzi.»

Si parla molto di qualificazione in Champions. Qual è il vero obiettivo stagionale? E lo Scudetto?
«L’obiettivo è entrare nelle prime quattro. Questo non deve però essere un limite mentale. Il Milan parte sempre per ottenere il massimo. A marzo, se saremo nelle prime quattro, vorrà dire che saremo lì a giocarci le nostre possibilità, anche per qualcosa di più. Riportare il Milan in Champions è fondamentale: sia a livello tecnico, perché è meraviglioso giocarla, sia a livello economico, guardate i fatturati delle grandi in Europa. L’importante è arrivare a marzo nelle condizioni migliori.»
Fine conferenza alle ore 12.00.

